Storia della della gonna di Max & Co. che volevo ai saldi: l’epilogo

Zalando Privé

 

Noi Cicale Chic, come si evince dal perenne sbandieramento dei nostri trent’anni, siamo nate negli Anni Ottanta. Un decennio quasi mistico, in cui hanno visto la luce le grandi trilogie del cinema contemporaneo – Star Wars, Indiana Jones, Back to Future. Io, sono fan di tutte e tre. Quindi è con un certo orgoglio che passo a raccontare le tragicomiche avventure che sono seguite alla mia ultima seduta di shopping. Trattasi della saga della mitica gonna Paprica di Max & Co., uno dei modelli di punta presentati per la stagione Autunno – Inverno 2015/2016.

  • La rassegnazione

Due sabati fa avevo annunciato che avrei tentato di provare nuovamente la mitica gonna di Max & Co., miracolosamente arrivata indenne alla fine dei saldi. Se ricordate, la sua unica pecca era quella di essere vergognosamente stretta. Sfortunatamente, il mio piano malvagio di recarmi nuovamente nel negozio è sfumato grazie all’idea geniale del regista Inarritu di fare un film lunghissimo (recensito da Sara qui). E quindi? Certa di non avere assolutamente nessuna possibilità di ritrovarla, ho affogato i miei dispiaceri nel dessert. L’ultimo barlume di speranza si è tristemente spento quando, durante la settimana, ho potuto constatare presso un altro punto vendita che era sì rimasta un’altra gonna, ma di ben due taglie più grande di quella provata, quindi assolutamente troppo larga. A questa amara scoperta, dal sapore di in ingiusto scherzo del destino, ho risposto cercando di autoconvincermi dell’inutilità dell’acquisto, dando fondo a tutta la razionalità di cui sono capace.

  • L’ossessiva ricerca online

Ho cercato così tante volte immagini della bella gonna di Max & Co. sullo store online e sul profilo social del brand che, ad oggi, Google ancora me la mostra beffardo, facendola comparire in mezzo ai vari ban e spazi per la pubblicità. Ma ahimè, pur vedendola attraverso lo schermo, ammiccante e bellissima, non ho avuto il coraggio di cliccare su “acquista”: non potevo scegliere semplicemente la taglia più grande, perché la gonna paprica è un modello a corolla e vita molto alta: se la fascia in vita fosse risultata troppo lenta, indossarla sarebbe stata un calvario – che ti si giri la gonna per me è una maledizione bella e buona, ve lo dico.

Dunque, ho passato la settimana disperandomi, cantando lai tristissimi su quanto avrei abbinato bene la gonna di Max & Co. alla mia giacca di pelle rosa, quanto sarebbe stata bella pure con l’ecopelliccia color avorio, must have dell’inverno, e via a dire. Sì, perché lei, la paprica, scenica e chic come poche cose, si abbina bene con tutto: l’ho vista spesso nelle vetrine, sotto una camicia bianca o di jeans (provare per credere) mentre, sul catalogo, viene abbinata ad un dolcevita a collo alto color ocra, come la cinta. Una gonna invernale, dunque, “in tessuto jacquard a disegno chavron,” come dice la descrizione sul sito, ma ottima anche per la primavera che presto arriverà, da come si abbina bene ai colori chiari come il celeste ed il rosa – i colori Pantone del 2016, tra l’altro.

Ma, se anche la mia bella paprica non fosse stata venduta, mi dicevo, certamente a quest’ora sarà in mezzo ai resi, via, lontana da me.

gonna max e co dettaglio

  • La speranza è l’ultima a morire?

Contrariamente a quanto sostenuto dal mio fidanzato, che ha subito visto in me cattivissime intenzioni quando l’ho casualmente portato al negozio di Max & Co. per capire come si allacciasse un cappotto – un’altra lunghissima storia, io ero assolutissimamente certa che non avrei trovato la gonna. E, sebbene venti secondi prima avessi spergiurato che non ero entrata nel negozio per lei, mi sono ritrovata a chiedere alla proprietaria del negozio se la avesse ancora. Ebbene sì. Una ventata di razionalità, ne sono cosciente. Lei è schizzata sul retro e ne è uscita trionfante, portandomi di nuovo di fronte lei, bellissima e minuscola. Maledicendomi mentalmente per il dessert della settimana passata e la cena della sera prima, sono andata nel camerino.

Dopo attenta analisi delle mie facoltà respiratorie con indosso la gonna e mezz’ora di ricerche per abbinarci la camicia adeguata – quella provata il sabato precedente, in seta con ruches, ahimè, era stata venduta, ho optato per questo modello qui. E sì, l’ho presa. Sono tornata a casa vincitrice, esultando per la buona stella, saltellando dalla contentezza.

Posso dire di aver fatto un acquisto ponderato? Direi di sì. Ho studiato tutti gli abbinamenti possibili, ho rovistato nel web a caccia di possibili outfit, ho controllato che il modello a corolla non diventi terribilmente out nelle prossime stagioni. In più, ho acquistato la gonna a saldo, perché va bene spendere, ma bisogna cercare di farlo con un minimo di criterio, e l’ho provata e riprovata per accertarmi che l’alta fascia in vita non fosse scomoda. Qui si conclude la nostra trilogia, almeno per il momento, che il Nuovo Millennio ci ha insegnato che le trilogie possono diventare quadrilogie o, perché no, raddoppiare e triplicare.

 

Claudia

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