The Night Manager: il ritorno del portiere Pine

Zalando Privé

“E certo, adesso Jonathan Pine, da solo, risolve tutto,” bofonchia quell’anima pia del moroso della Cicala Claudia.

“Sì,” risponde lei compita. “È interpretato da Tom Hiddleston non a caso.”

“Per fortuna che sono solo sei episodi. Dopo questo,” sibila lui, “sappi che ci vedremo Jennifer’s Body [film horror di serie B con Megan Fox, N.d.A.].

La Cicala sospira. “Vedremo,” concede. Poi ci pensa su. “Ma non sarebbe meglio The Avengers!?”

 

loki

E ricorda Lettore: Loki approva questa parodia! E approva anche che voi vi rivediate Avengers.

The night manager: il ritorno del portiere

Nelle puntate precedenti: tanto tempo fa, in una galassia molto lontana, un gruppo di ribelli, ehm, di sfigati, decise di opporsi allo spietato strapotere dell’Impero di Richard Roper. In molti tentarono, senza successo, di destituire l’odioso trafficante. Angela Burr Organa, tostissima capa della resistenza, riesce però a far infiltrare nell’organizzazione criminale il bellissimo e furbissimo e fascinosissimo Jonathan Solo Pine, professione portiere di notte. Costui, vittima di inenarrabili stress post-traumatici che solo quando la Mondadori si degnerà di pubblicare una indecorosa ristampa con le facce di Laurie e Hiddleston la Cicala Claudia scoprirà, dicevamo, costui, Jonathan Solo Pine, rischia tutto, vince una bicicletta, tre frullatori e una trapunta matrimoniale nonché il posto presso Sua Malvagità Imperiale Richard Roper. Il suddetto sceglie il nostro eroe come suo pupillo, ribattezzandolo Andrew Abelardo Pine e intestandogli una società. La situazione si complica quando il nostro stende con il suo sguardo Ammazzacicala® sia la fidanzata polla di Roper, inutile quanto Jar Jar, che il malvagio hobbit Corki, unendo così le due iconiche saghe. Ma Pine, furbo come Loki (statece: si parla di saghe e, per associazioni di idee, nelle saghe ci sta Loki), aiuta Roper a concludere le sue vendite, seduce Jed la Polla e ammazza Corki, l’hobbit sospettoso. Tenta anche di consegnare il Malvagio Sith Roper ad Angela ma, con le sue ultime sinapsi non bruciate dall’arteriosclerosi, il Malvagissimo riesce a far fare una figura barbina ai nostri eroi. Non pago, porta il fu Jonathan Pine là, dove tutto è cominciato: l’albergo dove lo stesso ha lavorato per anni e in cui nessuno lo riconosce, tranne l’autoctono Giosuè Chewbecca: sarà lui ad aiutare il nostro eroe a salvare il Mondo?

 

Suite Hatschputlà (per pronunciarla, starnutite e dite putlà: vi capiranno lo stesso), anche detta casa Roper. Il perfido trafficante, così malvagio che, ogni Natale, va a prendere a bastonate le foche, entra fischiettando nella sua stanza. “Mi hai preso le ciabatte a punta che ti avevo chiesto?” domanda allegro a Jed.

ciabatte a punta

Sì, voleva proprio queste. Si abbinano molto male persino con la vestaglia brutta.

Le ciabatte a punta. Sì. Come queste. E no, non è un’iperbole della Cicala Claudia per farvi ridere. Ora che abbiamo capito con cosa abbiamo a che fare e che brutti gusti abbia quest’uomo, ci è anche abbastanza chiaro perché l’insofferenza di Jed sia arrivata a questo punto. Caro Roper, quella ti metteva le corna pure se non le capitava Pine, te lo dice la Cicala!

“No. La gente del posto ha i piedi troppo piccoli,” la svanga lei che, in realtà, s’è schifata persino di toccarle tanto sono brutte. La risposta (incomprensibile) di Roper suona più o meno come “sai come si dice: piedi piccoli, scarpe piccole,” che, a nostro parere, nasconde una battuta volgare, ma tant’è.

the night manager

Jed si spalma due kg di rossetto. La Cicala però concorda sul colore. Ci piace

“Mi fa piacere che Carol sia venuta,” cambia argomento lei stendendosi 20 kg di rossetto Chanel e incipriandosi il naso con la cipria, sempre Chanel. Mente, ovviamente. Carol, la menagrama, è l’equivalente dell’avere la dissenteria a Capodanno, teniamolo sempre ben presente. “È simpatica. E se lei e Sandy venissero con noi a Luxor?” rincara la dose. Non c’è niente da fare, signori lettori. Jed è una polla e, del simpatico animale, ha le capacità intellettive.

Carol non è simpatica per i motivi sopracitati. E Roper, ovviamente lo sa, come capisce benissimo che Jed nasconde qualcosa. Altrimenti non si spiega perché abbia tentato di coinvolgere, nella loro romantica gita a Luxor, nell’ordine: Pine, il maggiordomo, l’uomo che consegna le pizze, la vecchia pazza che predice la fine del mondo fuori dall’hotel, il telecronista che legge le notizie in TV e, last but not least, i coniugi Langbourne. E sono questi che hanno insospettito maggiormente Sua Malvagità, tenetelo presente.

“È un viaggio solo per noi due, Cicci,” spiega Roper mentre si aggiusta i polsini della camicia per assomigliare a quel figo di Tom Hiddleston. Forse che Jed non abbia voglia di passare un romantico weekend assieme al suo “ragazzo”?

Ma la polla, ignara di tutto, non comprende lo stato d’animo del ragazzo (Roper appunto), e peggiora ulteriormente le cose. “Paperotto, ho preso questi orecchini d’argento al suk,” dice sfoderando una paccottiglia che nemmeno dai cinesi tutto ad un euro. “Ho paura che me li freghino, li metti in cassaforte?” miagola.

“Non tutti gli arabi sono dei ladri, amore,” risponde testuale Sua Malvagità, che evidente è cattivo ma non razzista e non si fa abbindolare da squallidi stereotipi.

“Non intendevo questo, ma usiamo sempre la cassaforte,” spiega Jed roteando gli occhi sempre avvolta nelle sue tuniche – quello di questo episodio, che è l’ultimo, almeno è decente: fa molto matrona dell’Impero Romano, e sul sito online dove l’ha acquistato il modello si chiama Clodia. Nomen omen.

the night manager

Jed fa la vaga e gira attorno a Roper che apre e chiude la cassaforte… Ma non sei losca per niente, no no.

“Ma stavo scherzando,” spiega Roper. “Sono tutti ladri,” dice cadendo nel becero stereotipo del razzista da bravo villain qual è (come da appendice dell’omonimo manuale, del resto, sezione IV parte II comma 5). L’unico problema è che, probabilmente, quella polla di Jed ha sempre lasciato la roba in giro, e mai si deve essere preoccupata di mettere in cassaforte le sue gioie ma, stranamente, ora sente questa necessità proprio per degli orecchini da turista pagati sette volte più del loro valore commerciale.

“Vabbè,” dice Roper. Si avvicina alla nostra rumorosissima cassaforte col display e la telecamera inquadra di nuovo la combinazione. 2476. Quattro numeri, nemmeno cinque. Gli anni di Jed e quelli di Roper (scusa Hugh, è per esigenze di copione). La stanga intanto, loschissima, gli gira dietro fischiettando.

Il resto del gruppo, nella hall, aspetta la coppietta. Sandy ne approfitta per chiedere a quell’agonia di moglie che si ritrova se qualcosa d’insolito è avvenuto. Lei risponde criptica. “Ma certo. Io non sono mai stata a Il Cairo, per me tutto è insolito!” esclama. Polemica e rompiballe come sempre.

“Sai cosa intendo,” replica Sandy, ma ecco che la coppietta finalmente si palesa.

the night manager

Jed e il suo ragazzo un po’ ageé

“Pucci pucci!” esclama Roper finalmente sorridente vedendo quel figo di Pine sorridergli. “Ti senti fortunato?”

“Eccome,” risponde Pine. Alloggio nell’albergo dove ho lavorato e non mi ha riconosciuto un cavolo nessuno, pensa la nostra volpe furba, son fortunato sì. Aspetta a parlare, Jonathan: l’episodio non è nemmeno a metà, troppe cose possono capitare, in mezz’ora!

robin hood

Ecco qua Jed e Pine: perché mai qualcuno dovrebbe accorgersi della loro relazione?

Roper si avvicina alla coppia di menagrami per salutarli, e i due belli del telefilm si guardano: è un momento così romantico che ci starebbe bene un sottofondo molto fine anni Novanta, tipo i Savage Garden. Lei fissa lui, lui fissa lei: lei abbassa le ciglia.

savage garden

Gli Anni Novanta scorrono potenti in questo blog

“Bene, andiamo a sfidare la sorte?” li interrompe quel cervo a primavera di Roper. Che lui e/o Tabbies abbiano colto qualcosa del puccioso sguardo scambiatosi tra i due eroi? Che qualche cuoricino volante o un paio di note di Truly Madly Deeply siano arrivati alle loro orecchie?

Il gruppo si allontana sotto l’occhio vigile dell’Elfo Americano, e Sandy ricomincia col suo interrogatorio alla moglie. “Jed ha visto qualcuno? Ha fatto telefonate?” domanda.

“Zero assoluto. Non so perché sia così sospettoso, è solo un’ochetta,” alza le spalle la menagrama. Oca o polla, comunque siamo là.

“A meno che non sia un’ochetta ma finga di esserlo. Hai mai pensato a questa eventualità?” insinua Sandy che vorrebbe farci credere di essere sveglio.

“No, quella è cretina proprio. Sono le brutte persone come te che ragionano a questo modo,” ribatte lei. Sta per partire la rissa, signori e signore. Se questi due non erano una coppia di extracomunitari inglesi ma fossero nativi der Tufello, sarebbe partita la scenata a mani levate, scomodando parenti defunti e ripicche vecchie trent’anni. Ma, siccome sono extracomunitari britannici riservati, Sandy risponde con eleganza tutta brit, appunto. “Ti fai mantenere da uno come me, non lo dimenticare,” soffia posandole un freddo bacio sulle labbra.

viaggi di nozze

Una coppia europea anni novanta convola a giuste nozze

Lei lo guarda schifata: avrebbe preferito che lui la mandasse a quel paese chiamandola come la città che infiniti lutti addusse agli Achei.

Finalmente la nostra combriccola di delinquenti giunge al Casinò. “Tieniti pure quei quattro ruderi di Luxor,” esclama Sandy, “questo è il mio tempio!” grida, dimostrando di essere un represso, come quelli, bastonati e vituperati dalle loro spose, che che si comprano il macchinone e l’orologio figo per sopperire alle deficienze falliche e alla mancanza di potere nella coppia.

“Sei un esempio (negativo) per tutti noi, Sandy” dice difatti Roper salendo le scale mentre Pine, dietro di lui, sogghigna.

Mentre Roper e Jed si fanno un drink sotto la supervisione della menagrama, Pine e quel deficiente di Freddie Hamid sono al tavolo da gioco. Il suddetto, nonostante abbia quel figo del nostro eroe ad un palmo dal naso proprio non riesce a riconoscerlo.

the night manager

Freddie e l’ebbrezza molesta

“Sei sposato?” gli domanda Freddie, ubriaco già alle 9,15 di sera.

“No,” risponde Pine vago.

“Io sì,” risponde questo.

“Ah, bella per te,” commenta il fascinoso ex night manager cui nulla può fregare di Hamid.

“Vuoi che ti presenti una ragazza?” dice afferrandogli una spalla con fare invadente, “non ci metto niente.”

“Grazie Hamid ma non serve. Come se avessi accettato, guarda, grazie del pensiero,” si svicola la nostra volpe furba staccandosi la mano sudaticcia del riccone dalla spalla.

“Uhm,” dice allora Freddie fissandolo. “Mi sembra di averti già visto,” dice infilandosi una mano in tasca. “Pensi che sia possibile?” è l’alcool, lettori. Freddie è così cretino di default che bere alcolici, anziché rincretinirlo, per una strana reazione chimica gli fa aumentare le capacità intellettive ponendolo quasi al livello di uno scimpanzé.

scimpanzé

Uno scimpanzé medio è comunque più intelligente di Freddie….

Ma questo, la nostra volpe furba più di una volpe furba non lo sa o non ne ha la certezza e, nel dubbio, sente quasi la vescica cedergli dal terrore. E lo fissa con quei suoi occhioni penetranti e puccettosi, dal colore magicamente incerto ma che ci trasmettono una sola emozione. L’odio.

“Ah, ehm. No. Credo di no. È improbabile. Però una volta mio cugino ha fatto un video che è diventato virale su You Tube dove mi si vedeva anche a me, l’avrai visto pure tu,” bofonchia vago.

Le urla scimmiesche di Sandy, che ha appena vinto il corrispettivo di tre euro e quarantatré centesimi alla roulette fanno voltare tutti gli astanti verso i tavoli da gioco, e Pine, desideroso di allontanarsi da quel cretino di Hamid, coglie la palla al balzo.

“Io mi faccio un giro alla roulette. Chi mi segue?” domanda allegro.

the night manager

Pine prova ad animare la serata al casinò

Ma Jed deve aver capito male. O forse, Pine che nella stessa frase usa il verbo fare e il pronome personale le scatena un fuoco dentro, fatto sta che inizia a saltellare giuliva. “Io! Io! Ci sto! Prendi me!” esclama.

“Ma sì, andiamo” concede Roper, “vediamo chi è il più fortunato.” Povera stella, ancora non ha capito chi è davvero l’eroe della storia, l’Indiana Jones della situazione, il Marty McFly del liceo. Er mejo fico der bigonzo, insomma. Tutti si avvicinano al tavolo, compresa la menagrama, pronta a buttare fatture e malocchi su chiunque in generale, sul marito in particolare.

Tutti puntano. Pure Pine sta per puntare e fissa la sua bella stanga di là del tavolo, che gli sorride sbattendo gli occhioni una volta di più. Ma che, s’è rincretinito pure lui? Si è dimenticato di essere una spia furba come una volpe furba più di una volpe furba? No. Che credete. Lui è Pine e ha la benedizione di Sean Connery quando vestiva gli eleganti panni di James Bond.

james bond

il mentore di Pine

È per questo che Jed gli lancia la milionesima occhiata eloquente e si appresta a fare la sua mossa stupida. Posiziona sul tavolo le fish scegliendo come numeri la combinazione della cassaforte di Roper proprio davanti a quest’ultimo. La nostra volpe furba ovviamente capisce e memorizza; poi, fischiettando, offre da bere a Freddie e, mentre si allontana per ordinare, mandare lesto un messaggio ad Angela, che l’aspetta in camera.

La tostissima si lancia subito in direzione della porta, ma l’Elfo la blocca, invano. “Donna incinta, copertura perfetta,” trilla lei.

the night manager

“Donna incinta copertura perfetta!” esclama la Burr determinata

“Questa non è una copertura, tu sei incinta per davvero!” tuona l’Elfo Americano.

La Burr lo incenerisce. Come osa. Ma come si permette. E, di fronte a quello sguardo di fuoco, lo sfortunato zerbino dalle orecchie a punte cede ignominiosamente. “Fai come vuoi,” mormora, “ma almeno prendi questa pistola.”

“Ma sei matto?” sbotta la Burr. “Non la voglio. Se ho un problema, ti chiamo e spari tu.” Eh, infatti sì. Che pretese, questi elfi!

Alla fine Angela acconsente, blocca l’Elfo che, da bravo dottor Pivetta vorrebbe spiegarle come si spara e, colta da un improvviso sbalzo ormonale, comincia a dare segni di demenza. “Come sto? Bene Angela, sei uno schianto! Ok, allora vado!” esclama, rivolta senza dubbio alla sua Signorilità.

pivetta

Il dottor Pivetta ha sempre insopportabilmente ragione…

Per la serie “provaci ancora, Elfo,” il suddetto coglie al volo il richiamo lanciato dalla nostra tostissima. “Sei un incanto, Angela,” dice. Oh, sia mai ce casca.

Ma l’eroina lo secca con un due di picche biblico. “Oh, ma piantala!” risponde schifata. Vabbè.

Nel Casinò più chic del deserto, intanto, Pine pensa bene di occuparsi di Hamid drogandolo abbestia. Gli squaglia dentro il whisky doppio liscio uno strano intruglio, gli ci sputa dentro e, non pago, gli ci mette anche qualche caccola, per insaporire. Hamid, che è un primate o poco più, si scola il bicchiere con improvvida soddisfazione sotto lo sguardo soddisfatto della nostra volpe furba. E malefica.

“Allora, come va?” domanda con sottile perfidia dopo aver visto Freddie ingoiarsi la sua bella caccola.

Mentre Pine si diverte, la Burr come al solito lavora. Incontrato il pronipote di uno dei venticinquemila figli di Sallah, Giosuè Sallah anche detto Chewbecca, appunto, si fa dare da questi la chiave della suite Hatschesceplà (è sempre la stessa, comunque si pronunci), ed entra.

sallah

Sallah che, come vedete, non è assolutamente un personaggio stereotipato.

Apre la cassaforte e si frega i documenti ma, proprio in quel momento, Tabbies la guardia-murena ha scoperto che deve andarsi a svuotare la vescica. Siccome è timido e detesta i bagni pubblici, pensa bene di andare nella suite del padrone (lui una camera sua non ce l’ha. Dorme per terra, sul tappeto di Roper, e gli fa le feste quando si alza). Ma Angela è tosta come l’acciaio ed è assai meglio di Dredd il poliziotto/giudice: ovviamente quando Tabbies entra già ha preso i documenti e riesce, nonostante l’imminente parto e la valigetta che stringe tra le mani, a infilarsi dietro la porta del bagno. Un nascondiglio perfetto.

dredd

La legge sono io! tuona l’elegantissimo Dredd. E tenete presente che vi ho risparmiato il costume originale!

Tabbies, camminando come se avesse una gamba di legno o chissà che problema, raggiunge il salottino. Per prima cosa, accende la TV. Spera nella partita di calcio ma, ahinoi, in TV c’è una telenovela spagnola tradotta nell’idioma del posto e lui non capisce niente nella sua lingua madre, figuriamoci nelle altre. La guardia del corpo spegne immediatamente quando Consuelo dice a Pedro che i loro sette figli in realtà non sono proprio loro, bensì della sorella di Consuelo, Dolores e padre Juan Miguel. Tabbies purtroppo non si lascia trascinare dall’intricata vicenda, e spegne mentre Angela sgrana gli occhi un filino preoccupata. L’energumeno prende tempo: prova la vestaglia di Roper, si guarda allo specchio, mangiucchia l’uva non lavata, mangia una mela pure questa senza lavarla – ricordiamoci che è in Egitto – e si reca in bagno. Lui mangia in bagno, sì. Per accelerare i tempi, sapete. Accende la luce e squilla il telefono. Suo, non della Burr. E meno male, che già c’erano venuti i capelli bianchi!

Anzi, non è il cellulare di Tabbies, che squilla, bensì quello della camera di Sua Malvagità.

alfred

una diapositiva di Alfred. Volevo mettere Michael Caine, ma Loki non era d’accordo

La murena, che da grande vorrebbe essere chic come il maggiordomo Alfred – sebbene Loki ci faccia notare che è DC, e quindi non può essere nominato senza che via sia, per par condicio, la Marvel, risponde compito.

Loki-Prison-Cell-Avengers

Siccome abbiamo nominato Alfred, Loki dio degli inganni e degli scherzi, in quanto protettore delle parodie ci ha intimato di mettere una sua foto. Noi Cicale obbediamo ciecamente.

“C’è un pacco per lei giù alla Reception,” dice una voce a noi nota, “dovrebbe venire a firmare.” Ovviamente trattasi dell’Elfo, e ovviamente Tabbies abbocca. L’intrepida Angela riesce così ad uscire ricordandosi, solamente in ascensore, che presto sarà mamma e magari proprio in primissima linea per qualche settimana è meglio non mettercisi.

the night manager

Potenziali momentacci

Nel Casinò, intanto, l’Anello di Congiunzione tra l’uomo e la scimmia, finalmente è stato trovato: Freddie, ubriaco come una cucuzza e fatto come una pigna, grugnisce al tavolo da gioco, dove dilapida le fortune del padre.

australopiteco

l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimia (ma la foto è una diapositiva di un Austrolopiteco

È talmente penosa, la scena di lui che perde, che fa proprio pietà. Pine, dietro di lui, osserva tale scempio e prova a fermarlo. “Basta giocare, quando si perde così male,” esordisce, lui che ha il savoire- faire ed il tatto che solo Michael J. Fox nell’epico capolavoro Amore con interesse.

il film preferito di Jonathan Pine?

Ed eccolo, il mitico concierge! Non ve lo eravate dimenticati, vero?

L’ominide tuttavia si ribella. “Smetto quando voglio!” sbraita alzandosi e cambiando tavolo, con Pine sempre dietro a seguirlo passo passo. Ad aiutare inconsapevolmente la nostra volpe furba, interviene Sua Malvagità. “Se perdi al Casinò di papà, il destino vuole dirti qualcosa,” dice malefico.

fattanza

Il quadro clinico di Freddie Hamid

“Ti porto da bere? Un bicchiere di champagne? Un po’ di minestrina?” propone solerte il fu Jonathan Pine. Freddie, quel deficiente, chiaramente accetta, poi, resosi conto effettivamente che sta perdendo nel locale del papino, tranquillizza gli astanti con una grande verità. “Non vi preoccupate, io non perdo mai.” E giù, a far svaporare milioni.

La demenza dell’egiziano è utile a Sandy e a Roper per parlare dei massimi sistemi. “Vinci o perdi, Roper?” domanda Langbourne.

Il perfido trafficante si accarezza la testa. “Qualcosa non va, Sandy” dice, incapace di dare una voce a quel magone, un perché a quel mal di testa. Le corna, Roper. Sono le corna. “Jed non mi convince,” dice, come se mi avesse sentito. Ops, scusate.

the night manager

“Jed non mi convince,” dice Roper grattandosi le corna

“Che ha detto Caroline?” incalza il malvagissimo, reso ancora più sospettoso dalla galoppante arteriosclerosi.

“Niente,” ammette Sandy, ma Roper ci regala lo stesso uno sguardo vacuo e vuoto, da triglia ubriaca che ci dice come stia perdendo sempre più il contatto con la realtà.

Nell’angolo bar, frattanto, Jed sente l’occhiata disorientata di quel demente senile del suo ragazzo perforarle la schiena. “Mi tiene gli occhi addosso,” soffia rivolta alla menagrama, “me lo sento.”

Quella, ovviamente, si gira e, per una volta, dice qualcosa di sensato. “Cerca di restare calma,” mormora. E Jed ci prova. Inizia a fare la respirazione yoga, libera la mente da ogni pensiero negativo, accende i chakra o che so io.

the night manager

E pine guarda Jed, puccioso come sempre

Purtroppo, tutti i suoi sforzi vengono vanificati da quel figo di Pine che, senza avvisare, si palesa al bar per chiedere una bevanda random.

the night manager

Love is in the air… e Jed fa gli occhioni dolci a quel figo di Pine

OmmioddioeccoquelfigodellamadonnadiJonathaniosvengo!” strilla perdendo in un attimo la concentrazione. Il barman gli serve due bicchieri di champagne, Jed allunga lo sguardo sbrilluccicante verso di lui, Pine risponde con uno scorrettissimo sguardo Ammazzacicala, Celine Dion sullo sfondo canta All by Myself, una serie di putti vola nell’aria cantando beata.

robin hood

Ed eccola la nostra volpe furba adorata con la sua, uhm, Lady Marian

Poi, ahinoi, il fascinoso eroe si allontana lasciando la bella sola soletta e sospirante.

Ma i problemi adesso sono altri: a Freddie sta venendo la sbronza violenta e la fattanza affettuosa, una combinazione a dir poco micidiale. Siccome il set di Trainspotting 2 è da un’altra parte, il figlio di papà sbrocca male. “Io non perdo mai, è chiaro? Io non perdo mai!” grida il demente.

trainspotting

un cult anni 90. Adoro la colonna sonora

“Freddie, a cuccia. Adesso basta,” intima Pine con voce ferma. Eh sì, signori lettori. Ci vogliono pochi e semplici comandi autoritari per farsi obbedire da Hamid che, difatti, si lancia al collo di Jonathan, affettuoso come un labrador mentre gli sventoli davanti un cibo qualsiasi.

the night manager

Pine prova a staccare Freddie dal tavolo

“Andiamo a casa, su su,” dice Pine paziente, ancora abbracciato all’ubriaco fatto che, festoso, dice che vorrebbe giocare ancora, povera stella.

Di nuovo, serve l’intervento di Sua Malvagità per calmare la situazione. “Domani è un grande giorno, e si vedrà,” dice afferrando il demente per le spalle. “Ora vai a dormire.” Di nuovo, pochi, semplici comandi, e Fuffi si placa.

the night manager

Vieni via con me, dice accollandosi quel peso morto

A Jonathan l’onere e l’onore di portare il cucciolo speranzoso a nanna, cosa che si rivela ancora una volta meno facile del previsto dato che Freddie nel tragitto tavolo-porta chiede in moglie tre ragazze, fa pipì dentro ad un vaso e rimette sul tappeto. Roper fissa la scena con l’espressione basita di chi si risvegli da un lungo sonno o abbia smesso all’improvviso di prendere le sue medicine, con una faccia che vorrebbe dire “ah, l’orrore.” Poi si volta e vede Jed.

lady marian

Jed quando guarda Pine. Sì, lo so che è tenerotta, però se fa così me lo tanano.

Ciò che separa Pine dalla sopravvivenza, colei che proprio non sa resistere nel far sgamare male il proprio innamorato.

Se fosse una puntata degli “Occhi del Cuore 2,” questa, e non la fascinosa spy story con protagonista Tom Hiddleston nei fighissimi panni di Jonathan Pine, lo sceneggiatore avrebbe detto che i due si guardano basiti e chiuderebbe l’episodio zoomando su Stanis LaRochelle.

gli occhi del cuore 2

una diapositiva del maestro La Rochelle

Ma poi, succede qualcosa. Jonathan riesce a trascinare quella palla al piede di Freddie fuori dal Casinò – finalmente, e Jed si alza con gli occhi sbarrati, distrutta. E che è ‘sta storia, gli hanno portato via lo spasimante?

la disperazione proprio

“Ma come, non doveva riaccompagnarlo Sandy?” boccheggia la cretina rivolgendosi a quel rimbambito di Sua Malvagità. Lui, al solito, anziché mollargli un sonoro “ma famme capi’ ma a te che te ne frega?” le rivolge la sua occhiata da triglia morta da tre giorni.

the night manager

Roper fissa Jed. Ma chi è mo’ questa? pensa. Sono i primi segni della demenza senile

Che finalmente Roper abbia capito?

Pine, il giustiziere della notte

giustiziere della notte

Vai Pine! Prendi spunto da questo grande eroe Anni Ottanta!

Frattanto Pine, l’amico sobrio della comitiva, accompagna a casa quell’ammorbo ubriaco e flatulente di Freddie. Ma com’è premuroso, il nostro eroe, com’è altruista e generoso! Certo, magari in questo frangente potrebbe essere un po’ più furbo, ma tant’è.

Trascinato quel peso morto del giovane Hamid nella sua dimora, la nostra fascinosa spia si lancia in vaghe domande.

“Dove sono mami e papi, Freddie?” chiede premuroso dopo averlo piazzato sul terrazzo vista piscina, così almeno se vomita non macchia il tappeto.

the night manager

una diapositiva che mostra l’attenzione sempre vigile di Freddie

“Loro vivono in roulotte parcheggiata qui vicino. Questa casa è di cartone ed è solo di rappresentanza: per lavoro e per piacere,” spiega Hamid sorprendendo sia la nostra volpe che la vostra Cicala per l’acutezza del pensiero.

“E i domestici?” domanda Pine guardandosi attorno circospetto.

“Vengono di giorno,” spiega quel deficiente di Freddie.

“Bene,” replica la nostra volpe furba levandosi la giacca. “Vuoi un sorso di whiskey?” domanda. Chiunque sia dotato di un briciolo di istinto di conservazione, direbbe no. Vomiterebbe al solo pensiero. Ma Freddie ha il quoziente intellettivo di un paramecio orbo e l’istinto di conservazione di un lemming depresso, e quindi accetta.

Il nostro eroe allunga con l’acqua il whiskey mentre Freddie ci dimostra una volta di più la sua demenza drogandosi. Ancora. Pine, che non può essere da meno, droga a sua volta il bicchiere di Freddie. Per mescolare bene la polverina che sembra talco ma non è, s’infila prima un dito nel naso e poi gira il bicchiere. Poi, siccome è proprio premuroso, ci sputa dentro – e ringraziate che sia chic e brit e non faccia come il cameriere di Road Trip.

road trip

Sì. Fa proprio quello che pensate faccia.

Il mix letale, il miscuglio e gli eccessi dovrebbero farlo collassare all’istante. Invece Freddie trangugia la bevanda con occhio bovino, sotto l’occhio attento e un po’ grigio, un po’azzurro, un po’ verde, insomma boh del nostro eroe.

“Dimmi una cosa, Freddie,” dice questi vago arrotolandosi con fascinosa grazia le maniche della camicia, “è da un po’ che ci penso.”

the night manager

I dubbi amletici di Pine. Chi ha ucciso Sophie?

Hamid lo guarda inebetito.

“Ma te che per caso stavi con una certa Sophie Alecan?” domanda. E, affinché Freddie capisca, gli fa anche un disegnino. “Alloggiava al Nefertiti. Te la ricordi?”

Per come sta, il giovane rampollo Hamid è tanto se si ricorda il suo di nome. Ma, siccome come abbiamo detto a questo il mix di droghe e di alcool anziché stecchirlo definitivamente lo fa sembrare intelligente quasi quanto uno scimpanzé, si fa cogliere da un amletico dubbio.

“Ma te che ne sai?” chiede.

“Te la ricordi?” incalza il Giustiziere della Notte Jonathan Pine con gli occhioni luccicanti di dolore, dato che la Milf non l’ha mai scordata del tutto. “L’hai uccisa tu?” mormora mentre gli animali notturni cantano. Freddie, in verità, è talmente fatto che manco questo ricorda con precisione ma, fissando gli occhioni un po’ grigi, un po’ azzurri un po’ boh di Pine, per uno strano scherzo delle sinapsi, all’improvviso ricorda.

“Ho capito chi sei!” dice alzandosi. “Te sei quello che faceva il pupazzo gnappo in TV.”

pupazzo gnappo

Il pupazzo gnappo. Una istituzione.

Veramente no,” sputa tra i denti Pine.

“Allora, allora aspetta: sei quel figo spaziale che ha fatto il fratello di Thor in The Avengers,” esclama giocondo.

loki

Quanto si arrabbia quando gli dicono “fratello di Thor” (e sì, ogni scusa è buona per piazzare Loki. Statece.

Pine rotea gli occhi con dispetto gli occhi e sospira. “Loki. E non è suo fratello,” puntualizza stizzito.

“Ma è come se lo fossero. Hanno combattuto insieme, hanno giocato insieme: non ricordi tutto questo?”

“Ricordo un’ombra,” ammette Pine con gli occhi lucidi, ma qualcosa è scattato in Freddie. “Ma te che sei, il night manager?!”

loki thor

Oh, è l’ultimo episodio. C’è bisogno di Loki.Statece.

Tana. Tana per Pine, finalmente – non è che tifassi per quel cretino di Freddie, beninteso, ma prima o poi doveva capitare. Ma il Giustiziere della Notte non si scompone – pareva strano pure a lui che nessuno lo riconoscesse, ed insiste perché, da bravo eroe qual è, deve sapere la verità. “L’hai uccisa tu?”

the night manager

La vendetta di Pine. Severo ma giusto

“Che te ne importa, era solo una peripatetica della città di Ilio,” dice con una metafora un poco meno elegante il fattone.

E qui, Pine scatta. Molla un pugno che fa piangere di gioia James Bond interpretato da Sean Connery, poi prova a soffocare Freddie. E insiste. “L’hai uccisa tu?” domanda.

“No, no” boccheggia Freddie, “ero lì ma non l’ho uccisa, giuro!”

“E chi l’ha uccisa?” domanda per la venticinquesima volta Jonathan. Sì, è proprio quello che vuole sapere.

“Uno degli uomini di Roper. Non si fidava di lei, diceva che avrebbe parlato,” spiega Freddie.

Ma qualcosa è cambiato, nel cuoricino di Jonathan. Forse s’è affezionato a quel vecchio barbagianni di Roper, che lo chiama sempre Pucci e gli lascia prendere il tiramisù ogni sera, perché insiste. “Roper c’era? Rispondi!” esclama.

anacleto

Peccato Roper non abbia la sua presenza di spirito

“Voleva che ci dicesse chi l’aveva aiutata. Lei non ce l’ha voluto dire,” prosegue Freddie. A Pine vengono i lacrimoni quelli gravi, come quella volta che la Cicala Claudia s’è vista quel film disturbante di P.S. I Love You, come ogni volta che legge il Principe Felice di Oscar Wilde. “Non ha detto una parola,” insiste Freddie per fargli ancora più male – ma mica consapevolmente, deficiente era e deficiente è.

Difatti se ne esce male. “Faceva meglio a parlare, quella peripatetica abitante di Ilio,” dice, confermando le tesi evoluzionistiche di Charles Darwin. Pine, difatti, lo soffoca fino allo svenimento, poi lo trascina dentro la piscina e lo fa annegare. Che spia! Che operazione stealth!

the night manager

Certo, era meglio se si fosse levato almeno le scarpe eh…

Certo eh, Pine, questa cosa dell’annegare Freddie, per carità è buona, però ci sono almeno trecento persone che ti hanno visto caricarti quel deficiente appresso. E poi, ti tiri su le maniche della camicia per non bagnarti, e tre secondi dopo entri in piscina con le scarpe e le braghe? Vabbè.

pippo

Pippo, ad esempio, ne sa a pacchi e, per una operazione simile, usa gli appositi strumenti.

Ad ogni modo, siccome è una spia fighissima e fascinosissima, rientra in albergo senza ciabattare e lasciare scie d’acqua e si dirige lesto verso la sua ex postazione. Sfilando come neanche un modello. Ma concentriamoci sull’episodio lunghissimo. “Andrew Birch, c’è un pacco per me,” dice sorridendo col ghigno Ammazzacicala. Sono i documenti che Angela ha trafugato dalla cassaforte di Sua Malvagità, ovviamente. “Mi prenota un’auto per stasera?” chiede.

the night manager

Pine ordina la macchina con la solita grazia ed eleganza fascinosa

Alla guida del bolide, la nostra volpe furba più di una volpe furba sfreccia per i bassifondi della città per caricarsi appresso la famiglia Sallah al completo. Giosuè, Asdrubale, il fratello delinquente, e Cirillo, un terzo a caso.

Nello stesso momento, al Nefertiti, Jed con l’unico vestito bello della serie – un’immancabile tunica ma un po’ più sciccosa del solito, rientra nelle sue stanze in compagnia del vetusto ragazzo e di Tabbies. Quest’ultimo, preoccupato, deve rivelare al Capo la stranezza capitata quella sera. Il pacco che non c’era.

“Ho preso un pacco. Cioè, il pacco non c’era, in verità, quindi ci hanno provato a rifilare un pacco,” spiega concitata la guardia del corpo.

“Controlla l’elenco degli ospiti, voglio tutti i nomi,” replica il sospettosissimo Roper.

Grazie alla sua bellezza e al fascino, il fu Jonathan Pine ora Andrew Birch va a controllare la merce al deposito. Del resto, è l’Amministratore Unico Gran Testa di Legno della Tradepass e, nel suo virtuale ufficio, ha due piante di ficus, due segretarie, una scrivania di cristallo e l’acquario con i dipendenti dentro, mica petecchie.

ugo fantozzi

Del resto, la fulminante carriera di Pine mostra analogie con quelle del Rag. Ugo

Coscienti di ciò e dopo un’ispezione sommaria cui sfuggono i tre cugini Sallah, i soldati lasciano passare quel figo di Pine. Che cosa avrà escogitato la nostra volpe furba più di una volpe furba?

the night manager

E mo che faccio?

Asdrubale, il fratello delinquente e piromane del cuoco, ci illumina. “Chiama questo numero e sembrerà Capodanno,” spiega.

Pine lo fissa con gli occhioni. “Grazie Asdrubale,” soffia.

the night manager

“Grazie Asdrubale,” dice Pine con gli occhioni. E chi può dirgli di no?

“È stato un piacere,” replica il piromane.

Giosuè invece, che è un romanticone, sorride a Pine. “L’hai fatto per la signorina Alecan?” mormora. Pine sorride triste al ricordo della tenace Milf. “Sì e no,” risponde la nostra romantica spia. E certo, mica poteva dire che, a spingerlo, c’era solo una questione personale. Qui c’entra la sicurezza di tutti, la pace universale, l’amore patriottico per la sua terra natale extracomunitaria.

Sorge finalmente il sole. Jed è già sveglia, qualcuno bussa in camera. È il night manager anonimo, o forse no, che ne so, che porta la colazione in camera ai due piccioncini con gli omaggi di quel figo del signor Birch. In mezzo al quotidiano, difatti, ci sono i documenti che è il caso rientrino nella cassaforte del Malvagissimo. E questo difatti prova a fare quella polla di Jed. Ma c’è un ma.

La cassaforte non si apre. E trilla pure, quando dice errore. Al terzo tentativo, la voce malefica di Roper la interrompe.

the night manager

Ahi ahi, Jed! L’avevamo detto, no? Questa donna nemmeno potrebbe fare la spia nei giochi di ruolo

“Povera cara! È così facile confondersi, con tutti questi numeri da ricordare. Hai provato col tuo compleanno?” domanda, ironico e romantico al contempo. Difficili anche no, Roper. Sono quattro cifre, la combinazione della cassaforte, l’ho imparata anche io. 2476.

Jed, terrorizzata, prova a inventarsi una scusa random, ma Roper, insaccato nella sua solita vestaglia brutta da gestore di un bordello dell’Europa Comunista durante il Blocco, la fissa col suo solito sguardo da triglia lobotomizzata a causa di un’incipiente demenza senile. “Hai fatto entrare qualcuno nella mia stanza per derubarmi, povera colombella,” soffia un po’ dispiaciuto. Vedete? Allora proprio del tutto rimbambito non è.

the night manager

Roper e la vestaglia da gestore di un bordello dell’Europa dell’Est durante il blocco comunista

Tuttavia, bisogna ricordare per dovere di cronaca che, al cameriere reo di avergli messo per sbaglio troppo latte nello zucchero, Roper ha strappato braccia e gambe. Cosa farà dunque alla sua fidanzatina adorata che si è rivelata una traditrice fessa?

Roper, che comunque ha problemi con la memoria a breve termine, ripete la domanda. “Hai fatto entrare qualcuno nella mia stanza per derubarmi, povera colombella. La domanda è chi?”

the night manager

tana per jed!

Chi, Roper? Chi? Non li hai visti, i putti che gettavano cuoricini ogni volta che Jed e Pine si incrociavano? Non le hai sentite le corna che ti fanno sbattere contro ogni arco, porta, palo da qui al Polo Nord?

“Ti prego, non dire Corki,” la blocca Roper mentre lei balbetta consonanti a caso. “Potrei anche non crederti.” E, per non saper né leggere né scrivere, chiama Frisky.

Al sicuro nella sua stanzetta, frattanto, Jonathan Pine quel figo spaziale, telefona alla banca spacciandosi per quel figo di Andrew Birch, e si bonifica trecento milioni di sesterzi, scannerizzandosi l’occhione un po’ grigio, un po’ verde, un po’ blu, insomma boh. Così, come acconto stipendio, senza dove inserire mille pin, mille autorizzazioni, ballare danze tribali. Due minuti ed il conto della Tradepass è svuotato.

the night manager

Pine fa sparire la pecunia… ma che ci frega, guardate che occhioni blu, verdi, azzurri… insomma boh. E comunque, è un selfie questo??

Nella suite Hatshcapuvachivalà invece, Roper, sempre abbigliato come un giostraio gestore di un bordello fuggito dall’Europa Comunista dei tempi di Danko, beve quello che probabilmente è un extracomunitario the con latte e che, nella civile Europa dovrebbe essere un cappuccino senza schiuma. Anatema cicalesco, sappiatelo.

danko

danko, il poliziotto tutto d’un pezzo

“Avanti tesoro, fai la brava,” grida a Jed, “inutile sperare che si fermi. Frisky non si ferma mai, gli ho messo le Duracell,” spiega alzandosi e raggiungendo il bagno, dove il sottoposto si sta occupando poco sportivamente di Jed.

coniglio

Eh sì, dura di più con Duracel!

“Ti dirò,” dice Roper sedendosi a bordo vasca – e comunque pure le pantafole ha orrende quest’uomo, “non ti credevo capace di una simile cosa,” ammette. “Sai cosa penso? Che ti deve importare proprio tanto della persona che stai proteggendo.”

roper

La vestaglia brutta in tutta la sua bruttezza. Notate anche le pantofole

Jed prende fiato e lo fissa. Che volete, sono stati sette secondi magici. Ma come si dice, Parigi val bene una messa!

the night manager

L’amara realtà tocca Roper. Non è più er mejo fico der bigonzo.

“Ho visto come lo guardavi,” rosica finalmente Roper. Dopo sei puntate, finalmente, Sua Malvagità ha capito. Incredibile ma vero. Folle esultanti sugli spalti, commozione nelle strade. “Al Casinò. E quanto siete belli ed affiatati,” rosica il trafficante. È dura ammettere di non essere più er mejo fico der bigonzo.

david

La folla esultante, by Delacroix

Londra, tetra cantina senza luce e senza termosifoni. 

the night manager

Singhal e l’ipotermia

Lo sfruttatissimo Singhal, comodamente abbigliato con il maglione squallido che gli ha cucito la zia ipovedente per Natale e tre maglie della salute sotto, gioca a fare gli scherzi telefonici.

“Randall di Outlander, chi parla?” risponde, appunto Randall.

“Chiamo dalla San Giorgio,” esordisce l’indiano. “Lei nel 1986 ha comprato una lavatrice,” esordisce.

“Io la lavatrice la presi e te la pagai,” sibila irato il perfido Randall.

lavatrice

Mario Magnotta, un eroe anni 90

“Lo so. Ma penso che domani, nei container non troveremo né macchina agricole né lavatrici,” insinua l’infreddolito sottoposto. Randall guarda con terrore il documento che ha sulla scrivania e impallidisce.

“Non si mette bene, per te,” continua l’indiano.

“Che cosa vuoi?” domanda Randall.

the night manager

Randall strabico

“Tieniti fuori dalle questioni egiziane,” sibila Singhal, incattivito dal freddo e dalla fame. “Se Roper tenta di contattarti, non gli devi rispondere. Niente rete di sicurezza. Ci guadagni la sopravvivenza,” dice infine mentre la Cicala, che ha scritto fiumi di parole come nemmeno i Jalisse, tenta di sintetizzare gli ultimi venti minuti di episodio. Resisti, Lettore. Ce la possiamo fare.

Randall fissa il vuoto davanti a sé palesandoci il suo strabismo e la scena si sposta, di nuovo, nel favoloso Oriente.

“Buongiorno Pucci,” dice Roper in completo color sabbia. “Come siamo eleganti! Possiamo andare?” dice ammirando quel figo assoluto di Pine in completo color pavone scuro che, nonostante abbia lavorato tutta la notte è fresco e pimpante come una rosa. Bello, lui.

the night manager

Ma sta barbetta? A noi Cicale piace un sacco

“Io sono pronto. Com’è andata ieri al Casinò?” domanda gentile, sfoderando un profilo con una barbetta appena accennata che a noi Cicale piace tanto.

“Bene. Una serata molto fortunata. Io sono un vincitore nato,” si autoconvince Roper. Certo, Richard: se lo dici credendoci davvero forse il tuo desiderio si avvererà, e il ghigno appena appena velato che ci regala la nostra volpe furba è eloquente in tal senso.

Sandy prova a chiamare quel deficiente ammollo di Freddie, che chiaramente non può rispondere.

“L’hai messo a letto?” s’informa Roper premuroso.

“S’è addormentato come un bambino,” dice Pine mascherando a stento la soddisfazione.

“Non importa, peggio per lui,” taglia corto Sua Malvagità.

La combriccola di malvagi sale in macchina. Mentre Pine e Roper si scambiano il sorriso di circostanza che si rivolge al vicino di posto in treno, l’Elfo con lo zainetto in spalla corre dietro di loro. Sua Malvagità & Co. giungono senza intoppi nel magazzino-base militare o qualunque cosa sia, dove sono custoditi i container contenenti le lavatrici San Giorgio e le armi. Si fermano in un capannone spoglio.

the night manager

Il sorriso di circostanza che ti scambi col vicino in treno

“Dicky,” dice Sandy la Felce avvicinandosi, “in mezzo alla delegazione medica mancano due nomi. Sono nella stanza 204,” soffia. Chiaramente sono la tostissima e l’Elfo Americano, abilissimi a mimetizzarsi ovunque.

“Chiama Frisky, digli di fare pulizia” ordina Sua Malvagità. Finalmente, si sta incattivendo. Finalmente, dopo dodici episodi della parodia e 6 puntate TV, Roper sta facendo il lavoro segnato sulla sua carta di identità, quello che gli consentirà, una volta finito l’episodio, di andare al “Bar dei Villain” con Magneto, Loki, Scar e il Sith.

“Pucci bello! Vieni qua! Ti faccio vedere un giochino” dice con voce mielosa Roper. Pine gli regala un’occhiata conturbante – avrà sentito qualcosa? – e si avvicina.

Sandy, solerte, avverte invece Frisky, che ha brutalmente malmenato Jed e non la fa uscire dal bagno –  poco male, sarà grande come un appartamento medio quel gabinetto. Il compito, per l’indomito gorilla, è arduo. Deve ammazzare Angela e l’Elfo portandosi appresso quella piaga di Jed. Non fate le facce perplesse: è come quell’indovinello dove avete una barca e dovete trasportare dall’altra parte un cavolo, una pecora e un lupo. Siccome Frisky non l’ha mai saputo risolvere, si inalbera contro Jed e le grida di vestirsi e di seguirlo, ma la sua tensione è palpabile. E adesso?

In mezzo al nulla, Roper, Tabbies e Pine si avvicinano ad un casotto sgangherato, dentro cui c’è un ufficio abbandonato che risulta comunque molto più confortevole di quello dove l’ipotermia si sta mangiando Singhal. La nostra volpe furba più di una volpe furba, ovviamente, capisce subito la mala parata. Si guarda attorno, e tutti i suoi nefandi sospetti vengono confermati da una dubbia sedia posta al centro della stanza e da Richard che gli chiede il telefono.

the night manager

l’ufficio deserto in mezzo al deserto

“Certo,” risponde Pine e Roper ne approfitta per mollargli un pugno all’altezza dello stomaco che, sommandosi alla colazione pesantuccia del nostro eroe, lo fanno mugolare di dolore. Povera stella. Mannaggia a voi.

Il nostro eroe viene sbattuto sulla sedia losca. “Controlla se è armato o ha microfoni addosso,” ordina Roper. Svelto, Tabbies gli strappa la giacca e lo palpa sul petto – eh, lettore, vorresti esserci tu al posto di Tabbies, vero??? – ma Roper, quel rompiscatole, rovina la scena parlando.

the night manager

Tabbies, levagli le manacce di dosso!

“È davvero molto raro che io mi fidi del primo che passa, Pucci bello” ammette, “ma tu eri speciale. Con questi occhioni un po’ grigi, un po’ verdi, un po’ azzurri, insomma boh. L’ho capito dal primo secondo. Hai salvato mio figlio, hai rischiato la vita. Sei così bello. C’era qualcosa di strano,” osserva.

Jonathan, che ha fatto sua la lezione di Corki crederci sempre, arrendersi mai, gli lancia contro la sua terribile mossa. L’occhione da micione.

the night manager

Sguardo Ammazzacicala modalità ON

Sgrana le pupille più verdi del solito e soffia mieloso “non so di che parli, Richie,” ma Roper va avanti nella sua diarrea verbale. “Corki aveva capito tutto, mio povero piccolo spione. Ha provato ad avvertirmi,” mormora Sua Malvagità piangente. “Presumo che tu l’abbia ucciso per salvarti la pelle. Poveretto, era un buon hobbit nonostante fosse così basso, e fedele peggio del mio cane Pongo, che è voluto rimanere con la mia ex moglie, quel maledetto. E ora, per causa tua, il suo corpo è una discarica del Terzo Mondo,” osserva. “Quindi, per ripagarti con la stessa moneta, ti assicuro che la tua morte sarà centoquindici volte più dolorosa, minaccia.

ursula

I miei poveri piccoli, malefici spioni!

Pine lo fissa col suo sguardo fascinosissimo, ansimando per il caldo e la tensione, e Roper riattacca. “Con chi sei in combutta?? Aaargh!” dice dimostrando tutta la sua anzianità con questo verbo desueto. E mimando un pirata, sì.

“Con nessuno,” finge male la nostra volpe furba.

Jonathan Pine

Lo sguardo Ammazzacicala che dice “sì, ho fatto quello di cui mi accusi ma sono troppo figo per essere punito!

“Questo non è vero. Per dirna una, so che lavori con Jed,” dice Dickie tirando fuori il cellulare per mostrargli una foto della polla malmenata. “Grosso errore, er mejo fico der bigonzo non reagisce in questo modo,” sussurra torvo.

the night manager

Un vero uomo non coinvolgeva la mia squinzia!

Pine boccheggia dispiaciuto e, siccome l’è un cavaliere senza macchia e senza paura, si ribella a questa ingiustizia. “Bastardo schifoso!” grida gettandoglisi contro. Tabbies però lo blocca, come già un’altra murena ad un altro principe Disney, tale Eric, ma Roper lo blocca (volevo metterci una foto di Eric, ma poi ho pensato meglio Tom in versione Enrico V).

henry V

ossignore benedetto, che gli vogliamo dire?

Mi raccomando, non rovinare il suo bel faccino, Tabbies, altrimenti le sue fan mi linciano e i clienti non firmano,” l’ammonisce l’anziano trafficante che ha finalmente ripreso tutte le sue medicine.

“Ti posso assicurare che non le accadrà nient’altro, ma solo se ti comporti bene,” l’ammonisce Sua Malvagità. Poi i due si fissano, di nuovo.

the night manager

E poi niente, di fronte a questa foto le Cicale si incantano

“Hai ammazzato pure Freddie, vero?” mormora Roper. Pine lo fissa come il vostro gatto dopo che avete scoperto quello che ha combinato in casa mentre voi non c’eravate, con puccettosità mista a stizza nei vostri confronti, e il malvagissimo incalza. “E avresti ucciso anche me, immagino,”

Il tuo posto dovrebbe essere in un museo!” esclama Pine, riconoscendo il valore archeologico di Roper.

indiana jones

Ebbene sì, è sua!

Il dialogo viene interrotto dalla famiglia Hamid al completo pronta a concludere l’affare, ma, prima di andare, Roper ci tiene a ribadire alcune questioni fondamentali. “La vita di Jed dipende dalla qualità della tua performance, Pucci,” spiega. “Perciò sorridi! Ti credevi una volpe furba, eh? Ma io sono la volpe furba più di una volpe furba di cui tu volevi essere più furba,” dice incartandosi. Del resto, ha un’età.

the night manager

Il profilo super fascinoso e strabello del nostro eroe, Pine

I tre escono dall’ufficio e l’Elfo, che li sta spiando, avverte Angela che la copertura di Pine è saltata. Riesce ad avvertirla poco prima che Frisky assieme ad una Jed in una sorta di pigiama brutto arrivino nella sua stanza. La priorità, la tostissima, la dà ovviamente a quel figo di Jonathan. “Come sta? Ha mangiato? La cremina solare l’ha messa?” boccheggia la tostissima.

“Angela, scappa!” supplica l’Elfo. Nello stesso preciso istante, qualcuno bussa alla porta della tostissima. Chi sarà? Ovviamente è Frisky, che crede di avere a che fare con una deficiente e non con la Burr. “Servizio in camera!” grida. Poiché nessuno è così demente da aprirgli, sfonda la porta – sempre trascinandosi appresso Jed, ed entra nella stanza. La Burr gli spara ad una gamba e fugge con la polla, lasciandolo sanguinante sul tappeto. Durata della colluttazione: tempo europeo di 0,2 secondi.

the night manager

Mentre Jed fugge a gambe levate, la mitica Burr mette K.O. Tabbies.

Il gran finale: Jonathan Pine contro tutti

the night manager

Una diapositiva che ci mostra, una volta di più, l’occhione cangiante di quel figo di Pine

“Oggi inauguriamo una nuova rotta commerciale,” dice il padre di Freddie a Roper. “E anche una bella amicizia,” conferma Sua Malvagità tralasciando quella brutta storia del figlio drogato del suo cliente. Tutto è a posto. I camion sono pronti, le carte sono in ordine. L’affare, insomma, parrebbe concluso.

L’ingegner dottor Cuticchia, special guest star dell’episodio, domanda dove sia Freddie Hamid.

pine

Bella scusa, eh

“Ha fatto baldoria, ne starà pagando il prezzo,” risponde Roper sorridendo mentre Pine annuisce vigorosamente. “Vabbè, facciamo senza di lui, che tanto non contava niente,” decide il cliente. Accende il pc e inizia a bonificare (il 50% era alla consegna, ricordate?), mentre Sua Malvagità e la fascinosa spia si guardano intensamente. I tre fantastamilioni di sesterzi stanno per transare sul conto della Tradepass. Serve solo l’occhione un po’ blu, un po’ grigio, un po’ verde, insomma boh di Andrew Birch per completare l’operazione.

Pine prende in mano il telefono, fissa lo schermo.

“Niente errori, Pucci, ci sono molte persone che dipendono da quella splendida iride [nel testo, N.d.A.]” lo mette sotto pressione Sua Malvagità. Un po’ perché, come si dice, “passa l’angelo e dice amen,” un po’ perché Pine pensa un sonoro chissenefrega di quella polla di Jed, tanto l’ammazzerebbero uguale, anziché farsi scannerizzare la ben nota pupilla cangiante, fa saltare in aria tutti e quattro i container della Tradepass, in una esplosione di fumo e fiamme ed effetti pirotecnici visibili fin nel crepaccio da dove quel sedere di piombo di Thanos aspetta ancora fiducioso che un certo principe fascinoso di Asgard gli riporti una piccola armata di chitauri e lo scettro che gli aveva prestato.

Loki

L’immagine randomica di Loki ci sta, ci sta. Qui Loki si ricorda di aver perso l’armata. “Eh mo?” pensa.

Sulla Terra, invece, i clienti non la prendono sportiva. Proprio no. “Rivoglio i miei soldi, Roper” si affretta a far presente Hamid senior.

the night manager

D’estate non li abbandonate. Hanno bisogno di voi.

Roper fissa Pine, che osserva la distruzione con compiaciuta soddisfazione, con l’espressione basita degli Occhi del Cuore 2: né la lobotomia né la demenza senile sono in grado di arginare lo sgomento di quest’uomo che si sente come Boba Fett quando finisce nelle fauci di quella bestia lì. Il grande Boba Fett. Che destino.

boba fett

Boba Fett, uno dei personaggi più importanti di Star Wars. Non potevamo non omaggiarlo!

Il cliente si rivolge a Sandy. “Tu! Garzone! Ridammi i miei soldi!” esclama. Sandy smanetta ma, sull’estratto conto, il saldo disponibile è 0.

“Dickye, dov’è la prima metà? Dovrebbero esserci trecento milioni,” scarica immediatamente il barile il nobile Langbourne.

Roper guarda le fiamme. Poi guarda Sandy. Poi guarda un tranquillissimo Pine, che ci sembra quasi un cartonato da quanto è immobile.

the night manager

Roper osserva il cartonato di Pine e capisce, per la seconda volta in una puntata – record!

E sorride. “Me l’hai fatta, mascherina! Allora sei stato una volpe furba più di una volpe furba,” dice commosso. E un po’ orgoglioso. E meno male che l’ha presa sportiva, va’.

pine

Ebbene sì, Pine vince il premio Volpe Furba 2016!

Chi non l’ha presa bene, lo ripetiamo, è il babbo di Freddie, che insiste con questa petecchiosa che rivuole i suoi soldi. “Ci saranno delle conseguenze,” minaccia.

Roper gli grida contro che sono stati i suoi connazionali, traditori malefici, a far saltare tutto, e che il rimborso avverrà tramite un buono.

Hamid senior chiede al Cuticchia cosa voglia dire, che Roper gli ha fatto un buono e l’ing. Dott. Conte Cuticchia cita a tal proposito la Sora Lella, dato che è uomo di cultura.

Appena i clienti se ne vanno, Roper veste definitivamente i piani del cattivo. È il momento finale, quello in cui il malvagio dovrebbe ridere sguaiatamente e dire all’eroe che morirà male, svelandogli al contempo tutti i suoi piani affinché Pine, sfruttando una debolezza dell’avversario, non riesca a ribaltare la situazione nel canonico modo. E allora andiamo, prodi lettori, che mancano solo 9 minuti e 24 secondi alla fine.

Roper punta una pistola in faccia a Pine e tira giù tutto il calendario e maledice tutti i parenti di Jonathan fin da quando hanno perso la coda. Ha sbalzi d’umore, dovete capirlo. Lo ama e lo odia insieme.

the night manager

“Lascia andare Jed!” esclama Pine, “ti darò i soldi!” “Cara te costa,” ribatte Roper.

“Lascia andare Jed e ti ridò tutti i soldi,” va subito al sodo la nostra volpe.

“La pagheresti trecento milioni?” ironizza Roper, che adesso fa il figo ma agli ultimi saldi per la squinzia ha speso molto di più. Pine pensa che tanto i soldi sono di Richard, quindi chissenefrega che ci compra, se la salvezza di Jed o l’Helicarrer degli Avengers, ma sta zitto per non peggiorare la situazione.

Ad ogni modo, Roper acconsente e decide il fugone. La combriccola corre al Nefertiti Hotel cui accede passando per il retro, brillante ed originale idea di Tabbies. Roper spiega il piano. “Andiamo in stanza. Tu trasferisci il denaro e io lascio andare Jed,” spiega Sua Malvagità.

È ovvio che mente. Ammazzerà male entrambi non appena il giroconto sarà effettuato. Ma ecco che i due uomini sono davanti alla porta della Hattaqualalà, la suite. La aprono e dentro, sorpresa, c’è Angela.

the night manager

“Io abito a Tor Pigna” esclama la Burr con orgoglio

“Io sono Angela Burr, non ci hanno presentati,” dice la tostissima.

“Io sono Dickye Roper. Posso sapere dov’è Jed?” domanda il malvagissimo.

“È di sotto, Jonathan,” risponde la Burr.

“E adesso sono cavoli tuoi, Dickye!” mormora la nostra affascinante e bravissima spia al malvagio villain levando rapidamente le tende.

the night manager

Or che c’è Angela a difenderlo, Pine fa le pernacchie a Roper

Qui Roper prova a fare il figo. Il lei non sa chi sono io. “Ma tu, nel grande disegno del Creato, dove ti collochi?” domanda ad Angela.

Abito a Tor Pignattara,” spiega la Burr spiccia. Dovrebbe aggiungere “e sono quella che ti sta facendo tremare le mutande,” ma evita perché sa che sta facendo il trafficante. Sta chiamando Randall di Outlander.

“Mi passi Halo,” dice quando finalmente dall’altro capo della cornetta gli rispondono.

“Come, scusi? Halo? Qui è casa Fantoni, non c’è nessun Mario,” gli risponde una voce imbarazzata.

“Oh, un insuccesso,” commenta Angela con il tono da cheerleader antipatica. “Dev’essere terribile per te che facevi la bella vita.”

“Ti sei pure preparata il discorsetto, l’hai provato davanti allo specchio?” ribatte Roper. Niente, signori, è uno scontro tra Titani, questo.

Angela risponde che sì, lo prova da ben dieci anni. Da quella volta che ha visto Roper all’azione. Che lei è una paladina della legge e, assieme a Pine ma senza travestimenti cialtroni, proteggeranno in nome della ehm, giustizia i deboli e gli indifesi.

Roper, cui l’effetto delle medicine è sfumato a causa dello stress, ricorda che lui, Roper medesimo, è un cittadino esemplare e che tutto è intestato al piccolo Pineocchio/Pinocchio. Al massimo, pagherà cinquanta sterline di multa. E continua a vantarsi che uscirà e berrà vino a Maiorca pure quando la polizia lo arresta per concorso in omicidio assieme Sandy e, non pago, fa pure gli auguri alla Burr per la nascita imminente.

Lei lo folgora con lo sguardo, augurandogli tutto il male possibile e lo trascina fuori dall’hotel, dove si palesa quel figo di Pine. Lui e Roper si fissano nelle palle degli occhi per l’ultimo, tragico dialogo.

“Oh Pucci, perché l’hai fatto?” dice Sua Malvagità con gli occhioni.

“Bisogna fare una scelta. Prendersi un impegno,”spiega il nostro eroe.

the night manager

Jonathan Pine dice una frase a casaccio per giustificare il suo tradimento

Roper annuisce, ammaliato anche in questo frangente dal fascino del nostro eroe. “Mi gratteresti il naso?” dice. Poi gli fa l’occhiolino e lo saluta affettuosamente. “Ci vediamo presto, Pucci bello.” Ed ecco che Richard viene portato via sorridente, poveraccio mica ha capito che sta succedendo, sotto l’occhio un po’ azzurro, un po’ grigio, un po’ verde, insomma boh di quel figo di Jonathan.

the night manager

“Ci vediamo presto” promette Roper. Non sa che verrà internato, poveretto

È finita qui? Macché. Cuticchia e Hamid rapiscono Roper, portandolo finalmente alla Casa di Cura in cui tenteranno di arginare la demenza senile che ormai lo divora e, quando l’Elfo, quell’impiccione maledetto, fa per fermarli, la Burr lo blocca. Con uno sgambetto. “Fatti i fatti tuoi, va bene così, è quel che si merita,” ringhia. E sorride a Pine, quel figo.

Mentre Roper ha un incontro del terzo tipo con una rettoscopia fatta nella Casa di Cura del cognato del Cuticchia, il Marchese Serbelloni Mazzanti vien-dal-mare, Jonathan e Jed consumano una volta di più la passione che scorre potente tra loro (??). Oh, lettore, Pine quella storia dei sette secondi proprio non la viveva bene, aveva scritto anche alla posta del Cioè.

Il giorno dopo i due piccioncini si separano. Come insegnano sia James Bond che Indiana Jones, a ogni film la bella va cambiata. “A che ora atterra l’aereo?” domanda Jonathan vago.

“Alle sei, di prima mattina,” si lagna lei.

“Ti viene a prendere qualcuno?” domanda lui dopo una lunga pausa in cui non sapeva che dire.

“Sì tutta la mia famiglia di Redneck contadini del Nebraska che a trent’anni ne dimostrano già ottantadue,” trilla lei.

Lui le rivolge lo stesso sorriso che regalò a quella sfigata del Devon/Zagarolo, che vuol dire più o meno “per carità, non me ne frega niente, niente, niente della tua famiglia,” e lei, che non capisce, lo ammorba ancora più.

the night manager

Le menate di Jed ammorbano Pine

“Continuo a pensare… e se mio figlio non mi riconosce? Se mi odia? Se bestemmia e sputa già?”

“Un figlio riconosce sempre sua madre e amare vuol dire non dover dire mai mi dispiace,” cita a casaccio Jonathan. “E, in caso, ma solo in caso, glielo dirò io,” promette.

“Ci vieni a trovare presto?” domanda lei speranzosa.

“Te lo prometto,” assicura lui.

Poi la coppietta si appropinqua all’uscita dell’hotel.

“Fai la brava,” dice Jonathan sorridendo.

the night manager

“Sei buffo come Tom Hiddleston” chiosa Jed sbaciucchiandosi Pine

Jed sorride. “Sei un tipo buffo, Jonathan,” soffia.

“Lo so, lo hanno scritto anche le Cicale,” scherza lui.

“Bene, continua a seguirle,” dice lei baciandolo sulle labbra.

Poi sale sul tassì e se ne va, fissando la sua fascinosa spia con gli occhi lucidi, e lui l’osserva andar via, immobile nella notte. E mentre i violini suonano al vento, il night manager dell’hotel, vedendolo strano, si avvicina.

“Posso fare qualcosa per lei, signore?” domanda.

the night manager

Ed ecco la scena finale

Tutto apposto, grazie,” risponde il nostro eroe. E rimane così, impalato a farsi divorare dalle zanzare, nella notte.

The End.

P.S.

Ma i trecento milioni, chi se li è goduti alla fine?

N.d.A.

Ebbene sì. Questo era l’ultimo episodio della parodia. Quando l’ho iniziata, non avrei mai pensato che avrei scritto così tanto. Volevo fare qualcosa di diverso, che non fosse la solita recensione di un telefilm. Vi ringrazio dei like, dei commenti, delle richieste e dell’apprezzamento che in generale avete dimostrato nei confronti di questo piccolo momento di svago. Davvero, grazie. Un grazie a Tom Hiddleston e Hugh Laurie che hanno prodotto e interpretato questo telefilm permettendo a questa parodia demenziale di esistere, a Sky che per una volta non ci ha costretto a vedercela in tedesco sottotitolata in norvegese, a Susanne Bier per averci regalato certi primi piani di Pine che sarebbero da ritagliare da quanto sono belli e alcune immagini assolutamente inutili ai fini della storia, ma essenziali per la spettatrice.

Come tutti gli episodi, anche questo è dedicato alla mia amichetta la mitica Cicala Sara, che mi legge paziente e segue i miei deliri pindarici, a Roby, lontana ma solo fisicamente, a Franz, che apprezzerà tutte le citazioni di Star Wars, alla critica ufficiale Emiliana e alle ragazze che ci seguono su fb e twitter (sì, proprio voi, una per una: Lorena, Mirosa, Paola, Maddy e tutte le altre. Noi Cicale vi adoriamo e in particolar modo). E a P.G. Le battute migliori, me le hai ispirate tu.

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