The Night Manager: Jonathan Pine nell’area vendite

Zalando Privé

Attenzione: The Night Manager è la fascinosa spy story con protagonisti Loki (quel figo di Tom Hiddleston), e Dottor House (Hugh Laurie). La visione di questa serie tv in sei episodi (ebbene sì, siamo quasi giunti alla fine) provoca dipendenza, assuefazione e allucinazioni. Quindi, se credete che quel figo di Jonathan Pine in questo momento stia chiamandovi dalla finestra, in sella al suo bianco destriero, per portarvi ad Allerdale Hall o roba del genere, beh, state avendo una allucinazione. E quello che vi chiama è il postino. E non è Tom Hiddleston, ve l’assicuro.

Nelle puntate precedenti: Jonathan Pine, portiere di notte prima in Egitto e poi in Svizzera, s’incontra/scontra con Sua Malvagità Richard Roper, cattivissimo trafficante d’armi. Reclutato per mancanza di personale come spia fascinosa e fighissima dalla tostissima Angela Burr, inizia a lavorare come infiltrato. Per rendersi più amabile agli occhi di Roper, lercia la sua reputazione diventando il bullo locale di Zagarolo, Devon, e salva il figlio di Sua Malvagità da un finto rapimento. Innamoratosi di lui, il Malvagissimo lo ribattezza Andrew Abelardo Birch e lo mette a capo di una delle sue società farlocche per fare affari insieme. Innamoratosi di lui, ma senza speranza, Corki inizia a sospettare della sua fedeltà. Innamoratasi di lui, Jed, la fidanzata stanga di Roper, riesce alfine a concupire il nostro strappando sette secondi di felicità e regalando a Richard un bel palco di corna. Pine, frattanto, dimostra la sua tenacia e la sua superlativa, strepitosa, magniloquente, effervescente bravura concludendo un affare con Roper. Ma il Malvagissimo viene a sapere che, da Londra, qualcuno sta indagando sul suo conto e, assieme a Pine e al resto della banda, lascia Istanbul. Sarà saltata la copertura della nostra volpe furba più di una volpe furba?

The Night Manager episodio 5 parte 1: Jonathan Pine nell’area vendite

Il Rifugio

Fuggiti nel tempo record di due minuti e ventotto secondi da Istanbul, ritroviamo i nostri eroi nel jet privato di Roper. Sua Malvagità prova a leggere, ma Pine lo interrompe ogni secondo.

Indiana Jones

Immaginate di sentire il motivetto di Indiana Jones qui, che ci sta

Che cos’è il Rifugio?” domanda dalla sua privilegiata posizione proprio dirimpetto al capo.

Se fosse stato chiunque altro, tipo Sandy o Tabbies la murena (ma Friskies non c’è?) Roper lo avrebbe maledetto in tre lingue vietandogli poi la merenda. Ma, siccome è Jonathan Pine a chiederglielo e per lui Sua Malvagità ha un debole, si degna persino di rispondergli.

Il dialogo tra Jonathan Pine e Richard Roper

Il dialogo tra Jonathan Pine e Richard Roper

“Vedi Pucci, è la mia tana. Per questo l’ho chiamata Rifugio. Tu sei stato nell’esercito,” dice.

Pine fa una pausa colma di dolore. “Sì, in Iraq,” ammette amaro per far sospirare di empatia e amore le telespettatrici e borbottare infastiditi i telespettatori.

“Allora laggiù ti troverai a tuo agio,” risponde criptico il trafficante. Poi allunga a Jonathan l’ipad. Il nostro eroe, ovviamente, trema. Mica Roper vorrà che gli installi qualche applicazione cretina? Per fortuna, Sua Malvagità non necessita di nessun tipo di ausilio tecnologico; vuole solo mostrare a Pine le foto in possesso dei servizi segreti inglesi e, quindi, di Angela.

“Che cos’è?” domanda la nostra volpe, che li aveva fotografati a caso e girati alla tostissima, mica se li era letti, che credete. Anche perché erano cifrati, ricordiamolo.

roper

Roper prova a dimostrare di essere ancora il maschio alfa

Roper si adagia sullo schienale della poltrona. “Quelli, Pucci, sono i fogli di riepilogo del bilancio, con i dati dell’operazione. C’è la lista completa dei finanziatori, i resoconti delle uscite, quanto porto di calzini, i nomi dei consulenti, insomma quello che tiene insieme la baracca. Comunque, non so come, quel registro è finito nelle mani di un maledettissimo agente britannico di nome Angela Burr.”

Chissà, Roper. Sarà stata la divina provvidenza? Gli Avengers? Robin Hodd e Little John?

robin hood e little john

Eccola la nostra volpe furba!

Jonathan, intanto, fissa lo schermo, congratulandosi mentalmente con la sua bravura, bellezza e signorilità: “che botta di fortuna,” pensa.

“Ma il vero problema,” prosegue Roper sporgendosi, “è che solo due persone hanno accesso a quel materiale. Io e Sandy Langbourne. Quindi, come sono finiti alla Burr?” domanda sputando il nome della tostissima come fosse una caramella all’aglio.

Pine si tormenta il labbro con le dita. Poi alza gli occhioni grigi, verdi, azzurri, insomma boh, e lo fissa con l’aria da cucciolo bastonato che dice “ma mica penserai che sia stato io, anima nera, che tu possa bruciare in Hel!”

Jonathan Pine

Certo che gli fai questi occhioni, ovvio che non sospetta di te!

“Sandy non può essere stato, non ti tradirebbe mai,” dice invece gettando lo sguardo verso il nobiluomo che dorme stravaccato dieci sedili più avanti.

Vatti a fida’. Chiunque può tradire chiunque, Pucci. Lo dovresti sapere,” sibila torvo Roper.

Dato che la sospettosità di Richard sta raggiungendo vette paranoiche, Pine sposta l’attenzione sui dettagli. “Chi ha tradotto i fogli?” chiede, notando che il blu delle scritte e i le volute dei caratteri sono particolarmente cafoni.

Quel burino di Apostol,” conferma Roper. “Ecco perché non è più con noi. Oltre che per il suo pessimo gusto nient’affatto brit,” spiega.

“Annulla la vendita,” propone Jonathan fingendo terrore.

“Se, te piacerebbe. Non mi arrendo facilmente. Devo solo tappare questa falla. Sarà stato Langbourne? Corky? Jed? Carmen Sandiego? Lupin III? Loki, il dio degli Inganni? Iron Man che vende di nuovo armi? Il mio gatto? O forse, tu?” dice, fissandolo nelle palle degli occhi.

loki

Toh, guardate quant’è figo pure con l’elmo equivoco

Ma la nostra volpe furba più di una volpe furba sa come trattare con i clienti. Non per nulla era un fan di Michael J. Fox, quand’era portiere di notte. Quindi risponde allo sguardo di Roper con la sua faccia da poker e, soprattutto, con le sue iridi verdi, grigie, blu, celesti, insomma boh.

Tom Hiddleston Michael J. Fox

Ecco una diapositiva che ritrae Jonathan Pine e Michael J. Fox. Le Cicale ne sanno, ne sanno – ma quante probabilità c’erano che si facevano una foto proprio al Wizardocoso 2016?

“Sei stato tu Pucci?” ripete Sua Malvagità.

roper

Come dirime i suoi dubbi Roper, il Malvagissimo? Facendo domande

Jonathan Pine sostiene il suo sguardo alla maniera sopra descritta. Poi sospira. “No,” dice infine con un pizzico di arroganza giovanile.

Anziché chiederglielo un’altra volta o indagare un po’ di più sull’ultimo arrivato, come viene gridato dagli spalti, Roper pare tranquillizzarsi. “Vabbè. Tanto chiunque sia stato, è un uomo morto,” dice tranquillo.

Come osa Roper sospettare della nostra volpe furba e fascinosa?

Come osa Roper sospettare della nostra volpe furba e fascinosa?

Finalmente il jet atterra in una qualche landa desolata, squallida e pure piagata dalla guerra, per non farsi mancare niente. Prima di giungere al rifugio, Roper e compagnia cantante si fermano in una tendopoli di profughi cui mollano scatole di aiuti umanitari e si scattano foto. In tutte, Sua Malvagità fa cose: piglia in braccio un ragazzino terrorizzato, molla un pacco di cibo ad un poveruomo random, consola una donna. In ogni immagine, ritto come una pertica e con l’aria perplessa, Pine fissa l’obiettivo, roba che, se non fosse figo com’è, sarebbe il classico tipo che passa a caso rovinandovi la fotografia. Invece, poiché la nostra volpe furba è interpretata dal meraviglioso Tom Hiddleston, pure le sue occhiate perplesse nelle foto altrui risultano fascinose e, anzi, abbelliscono l’istantanea.

oh tom!

LONDON, ENGLAND – OCTOBER 09: Tom Hiddleston attends a screening of “High Rise” during the BFI London Film Festival at Odeon Leicester Square on October 9, 2015 in London, England. (Photo by Samir Hussein/WireImage)

“Con questa scusa degli aiuti umanitari, nessuno ci controlla e facciamo come ci pare,” spiega l’ovvio Roper.

Ma l’attenzione della nostra spia preferita viene catturata da una sequela di tassì scassati parcheggiati a bordo-pista del campo profughi. “E questi qua che ci fanno?” mormora Pine.

Jonathan Pine

Una delle diapositive di Roper. Sullo sfondo, Pine perplesso

“Sono per i radical chic che vengono a fare opere di bene e poi vogliono scappare a gambe levate all’aeroporto,” risponde Roper. Finalmente, la jeep giunge all’ingresso di questo benedetto rifugio. Non è una baita, come potreste pensare, bensì un accampamento militare. Del resto, c’è chi colleziona smalti e impazzisce per Pandora, come la Cicala Claudia, e c’è chi si fa l’esercito personale come Roper. Il mondo è bello perché è vario.

 Jonathan Pine

Ma quest’espressione da gatto sotto la pioggia?

Il nostro capitano di ventura, ormai sospettoso come una biscia, fa subito sequestrare tutti i telefoni e dispositivi vari e ordina che a quel figo di Pine vengano trovati abiti adatti alla location bellica. Quindi, molla al suo pupillo le dispense relative alle armi.

 Jonathan Pine

Guardate la fronte del puccioso Jonathan come si è arrossata! La prossima volta mettiti la cremina, Pine!

“Tieni Pucci, studia, che la presentazione con il Conte Ingegner Dottor Cuticchia te la faccio fare a te,” dice, e si allontana, mentre Jonathan, che ha commesso la leggerezza di non portarsi la crema solare, rosso in viso come un gambero, fissa torvo l’accampamento. Che cosa starà architettando la nostra volpe furba più di una volpe furba?

 Jonathan Pine

Fregato! Ora a Pine tocca pure studiare…

Nel frattempo, nella grigia e fredda Londra, quella serpe a sonagli di Pamela chiama quell’anima pia di Rex nel suo studio.

“Ciao simpatico Ewok,” lo accoglie sfregandosi le mani con palese malvagità. “Ho qui un’offerta che non potrai rifiutare,” dice mimando l’accento siculo. “Ci ha contattato la famiglia Reale. Vogliono un segretario pacioccoso, e noi abbiamo pensato a te. Pensa, prenderai il the con la Regina. Gratificante, no?” ghigna perfida.

ewok

Rex, il capo di Angela, inizialmente è sospettoso

Sebbene noi non riusciamo a non leggere una certa ironia nella frase finale di Pamela, a Rex brillano gli occhi come quella volta che ha vinto il torneo di bocce alla Sgurgola. Conquistato, dimentica immediatamente quanto sia infida la donna che gli è davanti. “Ma davvero?” boccheggia entusiasta.

“Certo, piccolo orsetto peloso. Ma solo se lo vorrai,” sibila quella con malvagità.

the night manager

Che spirito impavido che ha quest’uomo!

Nei sobborghi di Londra, dove i bambini rompono a suon di pallonate le finestre intanto, Angela cerca di capire che diavolo di fine ha fatto l’aereo privato di Roper, ma vessare la stagista sottopagata non porta a nulla. “Ho perso il mio agente, voglio sapere dov’è” tuona inferocita come se dovesse litigarsi l’ultimo paio di scarpe scontate alla Rinascente. Spunta all’improvviso Rex, e la Burr subito gli si avventa contro.

“Abbiamo una nave, la Leila Jane che doveva essere alle Azzorre con degli antiparassitari e invece era a Istanbul; prima di ripartire, ha scaricato qualche tonnellata di armi. Verranno vendute a qualche pazzo maniaco della zona, e l’intermediario è Roper. Anche lui è in Turchia, per incontrarsi con l’acquirente in un posto chiamato Rifugio. Che supponiamo sia il suo rifugio, sai, nomen omen. Mi servono dei nuovi termosifoni, vetri alle finestre che con la carta cerata non se ne può più, più agenti, un caffè e il cornetto, qualche spiccio, un pacchetto di gomme che mi sta venendo l’ulcera e di sapere che porca miseria di fine ha fatto il mio agente, quello bello.”

Rex deglutisce. È chiaro e palese che preferirebbe trovarsi in una gabbia di raptor anziché a tu per tu con la Burr inferocita come un drago idrofobo. Ma deve dimostrare di essere un uomo adulto, ed è il momento di affrontare le sue paure.

raptor

O in cucina con dei raptor, che tanto è uguale

“Ascolta, Angela,” esordisce, “il segretario permanente mi ha cambiato di posto. Non sarò più a capo dei crimini internazionali. Del resto, zio Oreste, quello col chiosco di grattachecca, me lo diceva che non era il lavoro per me. Prima di venerdì, lascio tutto.”

Angela lo fissa con odio. “Quella maledetta peripatetica del segretario permanente ha fatto avere le mie informazioni a Roper, razza di cretino,” sibila sputando veleno. “È coinvolta,” spiega per venire incontro alle capacità mentali ridotte del suo capo.

angela burr

Angela inferocita

“Beh,” suggerisce Rex, completamente rincretinito dalla prospettiva di questo the con la regina, “il suo compito è mantenere lo status quo. La disegnano così,” spiega.

La Burr lo fissa contando mentalmente fino a ventimilanovecentotrentasette, nel vano tentativo di non staccargli la testa di netto come neanche Tarantino saprebbe immaginare, e Rex profitta di questa pausa per mettere tra sé e Angela, se non l’Oceano, almeno il Tamigi. E fugge.

Title: PULP FICTION ¥ Pers: TRAVOLTA, JOHN / JACKSON, SAMUEL L. ¥ Year: 1994 ¥ Dir: TARANTINO, QUENTIN ¥ Ref: PUL004AK ¥ Credit: [ THE KOBAL COLLECTION / MIRAMAX/BUENA VISTA ]

Title: PULP FICTION ¥ Pers: TRAVOLTA, JOHN / JACKSON, SAMUEL L. ¥ Year: 1994 ¥ Dir: TARANTINO, QUENTIN ¥ Ref: PUL004AK ¥ Credit: [ THE KOBAL COLLECTION / MIRAMAX/BUENA VISTA ]

Il Rifugio, patria dello squallore

 Jonathan Pine che dici?

No, ma è grande come uno stato eh

Nelle quattro tende tristi della legione di disgraziati che segue Roper, la giornata viene illuminata da quel figo di Pine che, di verde vestito, incede con la grazia di una modella per la scalinata modello Piazza di Spagna appositamente fatta installare da Roper allo scopo.

 Jonathan Pine

Che cosa state guardando? Andate avanti!

Ed ecco a voi sfilare il mercenario britannico, versione assai più moderna e fascinosa dell’esploratore col cappellino.

esploratore

il classico esploratore britannico. Potere dello stereotipo, vieni a noi!

Polo verde militare con colletto alzato che fa un po’ bullo di periferia romana, cinta di cuoio invecchiato che regge le braghe, pantalone mimetico, comodo sulla gamba ma graziosamente aderente sulle terga. Il bel Pine avanza guardandosi attorno, mentre tutti i soldati fanno le feste a Roper.

 Jonathan Pine

Eccolo, che avanza con leggiadria e grazia, come un principe

L’Uomo più cattivo della Via Lattea ne approfitta fiero per descrivere il suo piccolo sogno, sorta di Eden in terra, al bel Pine. “Qui noi facciamo tutto. Offriamo consulenza per rovesciare democrazie farlocche, forniamo milizie speciali per dittatori con manie di grandezza e pensa, Pucci, abbiamo persino un pacchetto completo: si chiama rovescia il regime. Se ne acquisti uno, ti diamo un set di pentole garantite a vita, due materassi, un elmo nero dentro cui è possibile fare anche l’aerosol e alleviamo una Resistenza fatta di giovani affascinanti che pilotano astronavi per scambiare merci e viaggiare con copiloti pelosi.”

star wars

E solo per questa settimana, amici, ai primi cinquanta che telefoneranno, in regalo la Resistenza! Che gusto c’è a fare i cattivi se non si semina l’odio?

“Allora, ti piace il Rifugio?” domanda Sandy a Pine.

“È un vero e proprio stato,” boccheggia il nostro eroe sebbene, in realtà, la supremazia di Roper si estenda su un campetto in mezzo al nulla occupato da una decina di tende, roba che la mia partita media a Risiko mi vedeva per brevi periodi governare su territori ben più vasti. Finché non collassava la Kamchatka, almeno.

risiko

Ricordatevi, però, che quando giocate a Risiko dovete portare le insegne di Loki. Largo ai carrarmatini verdi!

L’allegra brigata di Roper è proprio fatta da uomini duri e veri: ascoltano rock, giocano al calcio balilla, si lanciano palloni da football. Un crocicchio di virilità maschia, insomma. Tutti smettono di giocare quando Mister Roper fa il suo ingresso col suo elegante gilet color kaki da pensionato.

Jonathan Pine

Jonathan Pine osserva, da brava volpe furba

“Avete fatto i bravi mentre non c’ero? Sì? Questo qui è Andrew Birch. Deve fare la presentazione al cliente. Aiutatelo.” Dato che la brigata mostra un misto di sospetto e riverenza di fronte alla regalità spiccata di Pine, la cui somiglianza con l’attuale sovrano di Asgard tradisce la nobiltà delle ascendenze, Roper rassicura i mercenari. “Non è necessario che usiate le forchette. Il signor Birch è stato un soldato come voi!”

Abbandonata dunque la conquista rinascimentale tridentata, il gruppo di buzzurri riprende a fare le feste al loro signore e padrone

Veronese, Paolo (1528-1588): Marriage at Cana. Paris, Louvre *** Permission for usage must be provided in writing from Scala. ***

Veronese, Paolo (1528-1588): Marriage at Cana. Paris, Louvre *** Permission for usage must be provided in writing from Scala. ***

“Ah,” commenta Pine colpito dalle suddette dimostrazioni d’affetto. Poi riconosce un soldato britannico. “Tu eri nel reggimento Capre Arrabbiate, vero?”

“Sissignore,” risponde il rosso.

“Nel 2005, alle ore 20,30 di martedì avete perso due uomini, Tizio Caio e Sempronio Prisco. Me li ricordo,” soffia contrito. “Com’è che sei qui e hai lasciato l’esercito di Sua Maestà?” domanda Pine.

“Per il suo stesso motivo, signore. Non c’erano donne e la paga faceva schifo. Qui invece, sì che faccio i soldi veri!” esclama rubicondo.

Un velo di tristezza cala sugli occhini blu, grigi, verdi insomma boh della nostra spia preferita, che deve soprattutto far commuovere le sue fan in delirio.

the night manager

Roper porta Jonathan Pine in giro per l’accampamento

Sua Malvagità illustra al discepolo la sua piccola creazione, la sua legione fighissima, un connubio tra una delle legioni di Caio Giulio Cesare, i marines del sergente Hartman e un gruppo di ubriaconi europei.

“Queste sono le vere nazioni unite! Abbiamo russi, inglesi, bulgari, ispanici, greci, ma un solo lettone, che basta e avanza. Vivono e lavorano insieme, come nemmeno nel villaggio dei Puffi! Siamo una vera famiglia” esclama Roper giocondo.

puffi

Il villaggio dei Puffi capeggiato da Roper. Il fiume in realtà non c’è, il Rifugio è in una landa desolata

Tutti applaudono entusiasti. “Sì, ma senza la mamma,” fa notare la murena Frisky dimostrando improvvisamente di saper parlare.

“Allora faccio io la mamma,” dice Sandy tirando fuori due costose bottiglie chiaramente non sue, dato che lui è nobile da molte generazioni e quindi non scemo.

“Lascia stare,” ribatte Roper facendo improvvisamente calare la tristezza. “Gli uomini dovranno usare macchinari pericolosi, meglio non farli ubriacare a bestia,” dice.

“Ma che gli ho fatto? Sembra che gli ho ammazzato la mamma, il cane e gli ho pure spoilerato Star Wars” piagnucola il nobiluomo.

La nostra volpe furba più di una volpe furba si avvicina guardinga. “Pensa che tra noi ci sia un traditore, una mela marcia,” spiega seminando zizzania.

“Regazzino, che cavolo stai dicendo?” risponde inviperito Langbourne allontanandosi.

Che diapositive realistiche, Jonathan Pine!

jonathan pine

Ma che vorrà dire questo libro? Pine si cimenta con lo studio notturno.

Nel rifugio, frattanto, è calata la notte. Siccome è un posto orrendo, una serie di animali notturni– tra cui mi sa che ci potrebbero essere delle Cicale, ma noi siamo molto ma molto più affascinanti di così, ve lo garantiamo, cantano e la fanno da padrone. Si riuniscono soprattutto vicino alla lampada ancora accesa di quel figo sfigato di Jonathan Pine, cui tocca studiare, dato che l’interrogazione con il Conte Ing. Dottor è il giorno appresso. Anzi, qualche ora più tardi, visto che arrivano prima dell’alba, i maledetti.

Comincia dunque la presentazione all’Ing. Dott. Conte Cuticchia. Siccome power point si è impallato, Pine è costretto ad optare per una dimostrazione pratica delle armi. Si inizia un po’ sottotono, va detto. Un missile anticarro sfascia, appunto, un carro, e subito l’Acquirente si preoccupa. “Ma mica sarà morto qualcuno?” dice. Ma no, risponde Roper, è un carro telecomandato come quello delle Micro Machines.

Pine

Ogni tanto esiste pure qualche frame in cui Jonathan Pine non è superfigo, ma solo caruccio.

“Ah beh,” commenta l’omino soddisfatto.

Ma ecco che, finalmente, entriamo nel vivo della presentazione. Bombe, arerei che gettano missili su villaggi, distruzioni e tragedie che nemmeno Attila Flagello di Dio a capo di un esercito alieno potrebbe portare. Il Conte Cuticchia osserva un po’ a disagio tutto questo spreco di armi e forze. Lui, in verità, voleva solo un carrarmato e tre fucili, e magari, pensava, ci scappava pure un preventivo per un paio di radioline. Quei tre deficienti, invece, hanno quasi fatto spostare l’asse terrestre, e ora l’Ing. Dottor Cuticchia si sente un po’ a disagio. Pare brutto andarsene via e comprare solo una cavolata. Comunque, un bell’8+ a Andrew Birch per gli occhioni e la preparazione non glieli leva nessuno.

the night manager

Ti manca essere laggiù? domanda Roper. “Ceeeerto” risponde Jonathan schifato

In mezzo alla rivisitazione dello sbarco in Normandia, Roper s’affianca a Pine. “Dimmi Pucci, ti manca tutto questo vero? Vorresti essere là in mezzo, con un coltello in mezzo ai denti a strisciare nel fango, vero?

“Anche no,” risponde Pine, cui torna in mente il clima osceno, la sabbia nelle mutande, il rancio schifoso e altre amenità. Mica è John Rambo, il nostro eroe. “Preferisco starlo a guardare, e manco tanto,” dice, levandosi il pulviscolo dagli occhi verdi, grigi, azzurri, in questo frangente più che altro rossi.

rambo

Eccolo! Rambo!

“Come darti torto,” continua Roper che ormai parla da solo e si contraddice pure. “La guerra è un grande spettacolo! E noi siamo come imperatori romani,” farnetica il nostro, “sangue e acciaio sono da sempre gli unici elementi che contano.”

the night manager

“Ma io volevo solo comprare due cosette” pensa il Conte Cuticchia di fronte a tale dispiego di mezzi

Saltando di palo in frasca, il Malvagissimo passa a illustrare a Cuticchia i vantaggi delle armi vietate dall’ONU perché dannose e orribilmente crudeli, che lui propone con uno sconto del 30% e senza IVA. Dopo il pezzo forte della presentazione, che consiste nella distruzione di un villaggio di poveracci fatti più o meno evacuare, tutti sorridono soddisfatti, tranne uno, ovviamente.

Jonathan Pine

Pine piange, e ci regala i suoi occhioni particolarmente grigi, verdi, celesti boh. E forse anche un po’ rossi qua

Eccolo là, quel figo di Jonathan Pine che piange sommesso, mentre i suoi occhioni particolarmente verdi scintillano carichi di inenarrabile dolore. Ma smettiamola di sospirare di fronte alla nostra fascinosa spia che tanto sta sopportando per far sì che la missione riesca.

“Non c’è niente di meglio che un po’ di Napalm, la sera,” esclama gioioso Roper fumando il suo cubano e nascondendo involontariamente i singhiozzi sommessi di Pine. “Non si trova più come una volta, eh.”

apocalypse now

L’odore di Napalm al mattino

Finita la presentazione, l’Ing. Dott. Cuticchia se ne va, promettendo di lasciare agli amici del circolo delle bocce i bigliettini di Andrew Birch. La nostra volpe furba, tuttavia, cerca di cogliere il momento propizio per scoprire la meta ultima delle armi. Il Cuticchia, tuttavia, dimostra di conoscere le buone abitudini inglesi e risponde con un criptico “ad una signora non si chiede l’età.”

Tentando il tutto per tutto, Pine si nasconde dietro un furgone e si segna le targhe degli stessi. Mentre il carico di morte targato con i colori tenui dell’ONU si inoltra per le strade piene di fango limitrofe, Pine scarabocchia appunti sul pezzo di carta di poco prima. Riuscirà a inventarsi qualcosa per far recapitare il messaggio ad Angela Burr?

Jonathan Pine

le operazioni stealth di Pine

A Londra, intanto, veniamo a sapere che la rossa agèe Pearl è rimasta a Istanbul a profittare delle ferie arretrate, adducendo come scusa un possibile ritorno di Jonathan. La Burr, affranta, confessa di aver sentito che è il caso di mollare la nostra volpe furba con Roper definitivamente, dato che questa cosa del fare l’infiltrato è decisamente scappata di mano a tutti in generale e a lui in particolare.

Angela confessa a Singhal – che, insospettabilmente, non ha licenziato, di non sapere cosa credere. Al momento, inoltre, oltre a quel dettaglio del figlio che porta in grembo e che pare stia per uscire, c’è quella storia che la stanno seguendo. La situazione, a questo punto, non potrebbe che migliorare, e invece no. L’Elfo Americano è costretto da Elrond a ritornare a Gran Burrone, Texas, per combattere contro i Messicani. Si sa che gli Elfi sono snob.

burr

Corri Elfo, che a Gran Burrone ti aspettano!

Prima di andarsene, tuttavia, l’Elfo Americano ci prova ancora. La prende alla lontanissima: “Eh, quest’operazione dà fastidio a un sacco di gente. Tocca fermarli, o l’Unico Anello non potrà essere gettato nel Monte Fato. E tu, riguardati, Angela,” dice e le sfiora una ciocca di capelli.

La tostissima lo incenerisce con lo sguardo. Altro che tu non puoi passare. Gandalf il grigio ad Angela Burr, le spiccia casa.

Accampamento triste.

La noia ed il grigiore vengono interrotti finalmente dall’arrivo di Corki in giacca color crema e da quella stanga di Jed. La sveltina con quel figo di Jonathan, anziché tranquillizzarla, l’ha resa ancora più instabile del normale.

jed

tunica verde tristezza e acidità di stomaco per jed

Dimostrando per la terza volta di avere un cervello, Frisky da una pacca sulla spalla a Jonathan Pine, che si è risvegliato dalla catatonia. “Non è da lui mischiare amore e lavoro,” dice preoccupato riferendosi a Roper. Jed, intanto, esce dalla macchina con un abito color verde tristezza e i capelli spettinati, ma non ghignate. Noi tutte saremmo sembrate comunque peggio di lei.

Jonathan Pine

Pine fissa Roper e Jed che si baciano. E pensa…

La coppietta si riunisce. Roper posa un casto bacio sulle labbra di Jed, che punta immediatamente Pine che gira attorno ai due come un lupo con la preda. E Corki, ovviamente, sta lì a guardare. Siccome anche nel Rifugio più squallido della galassia si fa l’aperitivo, ritroviamo i nostri seduti su delle scomode panche di legno. Jonathan, che si stava facendo i beneamati fatti suoi, viene invitato ad unirsi al brindisi.

the night manager

Roper, levatosi il gilet per sembrare più giovane, propone un brindisi alla Tradepass

“Alla Tradepass e ai suoi affari!” brinda Roper. Non vedendo l’entusiasmo nei volti dei suoi amici e parenti, perde momentaneamente le staffe, rispettando la regola non scritta secondo cui il Villain deve sempre dare chiari ed evidenti segni di squilibrio quanto più si avvicina la sua sconfitta.

Jonathan Pine

Il disagio di Jonathan Pine

“Porca paletta, siete un branco di mummie. Le critiche sono state sfavillanti! Alla nostra!” si riprende facendo gelare il sangue nelle vene un po’ a tutti. Roper si accorge che Corki ha smesso di bere e se ne va con Sandy a parlare dei fratelli egiziani che, manco a dirlo, ovviamente sono gli Hamid che ben conosciamo e, seduti al tavolaccio, rimangono solo quel figo di Pine, Jed la morta di sonno e Corki, sveglio e sobrio.

Come al solito, è Jed a fare la prima mossa. Sbagliata. “Come stai Andrew?” domanda col labbro tremante.

“Una favola,” risponde lui che vorrebbe, come sempre, evitare di rendere palese la loro liaison. Così, sempre per quella storia che con lui Roper è buono e caro ma gli taglierebbe i gioielli di famiglia se si scoprisse cervo a primavera.

“Qui sembri a tuo agio,” riprende lei insistendo.

“Davvero?” domanda lui che è pur sempre un ex soldato che ha mollato la carriera militare per chissà che trauma.

Per fortuna, Corki interviene (ebbene sì: non credevo che l’avrei mai detto) a stemperare questo melenso scambio di battute che neanche Anthony con Candy (e, se volete sapere chi per noi avrebbe potuto interpretare Candy, andate a vedere i nostri fantasmagorici fantacast).

“Come puoi biasimarlo, cara, con tutti questi uomini in divisa,” spiega, sperando sempre in un ravvedimento di quel figo di Pine verso altri lidi. “Però il cottage sulla spiaggia era tutta un’altra cosa, nevvero?” aggiunge malizioso.

Niente, lettori cari. A Corki quella storia proprio non è andata giù. “Qui è meno romantico,” osserva infine con estrema acutezza. A questo punto Pine guarda Jed, che guarda Corki che riguarda Pine che fissa il bicchiere e Corki. Più o meno.

“Ho detto forse qualcosa di sconveniente?” domanda l’hobbit facendo finta di nulla. Jed si ubriaca e se ne va pensando a quel figo di Pine – e come darle torto, e Jonathan, dal canto suo, prova a svicolarsi da Corki. “Sono stanco, me ne vado a dormire,” esordisce.

Ma quel grillo parlante di Corki lo blocca. “Quello lo potrai fare da morto, Principe Azzurro. Guarda che non è un buon segno che l’ha fatta venire qui. Proprio no. Io ormai conto meno di un floppy disk,” dice soffiando il naso, “e questo grazie a te. Ma svegliati eh.”

Ma Pine lo fissa dubbioso, sebbene persino il contadino semi-ananalfabeta perso nelle pianure Americane abbia ormai compreso che Jed è un attimo in pericolo.

Nei prossimi episodi

Dove Jonathan Pine, quel figo, tenterà in tutte le maniere di non farsi scoprire da Roper, salvare Jed e portare avanti le operazioni. Ma, nonostante sia interpretato da Tom Hiddleston, forse dovrà arrendersi all’evidenza che un uomo sa fare solo una cosa per volta

N.d.A.

Ve l’ho fatto sudare quest’episodio, eh? Il fatto è che più scrivo più mi viene da scrivere – poveretti voi Lettori. Al solito, volevo ringraziare voi che avete commentato, sui social e su twitter, con esegesi meravigliosamente lunghe e dettagliate e commenti entusiastici che, quando questa parodia è iniziata non mi aspettavo. E, al solito, un grazie alla Cicala Sara che ha fornito preziose immagini e il supporto morale. E alla Roby.

Claudia

6 Commenti

  1. mirosa parente 8 giugno 2016
    • Cicale Chic 8 giugno 2016
  2. Paola 8 giugno 2016
    • Cicale Chic 8 giugno 2016
      • Paola 9 giugno 2016
        • Cicale Chic 9 giugno 2016

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