Mani perfette in 10 minuti? Si può!

Zalando Privé
manicure mia

dior top coat abricot, chanel provocation, base essie grow stronger

 

Se vi raccontassi come e perché ho iniziato a diventare una addicted degli smalti colorati, dovrei tornare indietro nel tempo a quando preparavo la mia tesi di laurea su delle polverose pergamene del milleduecento. Però, ad essere sincera, già al liceo ero rimasta vittima del fascino della manicure.

Ma che cosa era successo? Perché solamente dieci anni dopo ho iniziato a usare costantemente lo smalto, ad avere sempre unghie belle e ordinate?

Partiamo dal principio. A quindici anni mi mangiavo le unghie. Ebbene sì. Che orrore. Un bel giorno, tuttavia, decisi che si trattava di una abitudine disgustosa, e smisi di punto in bianco. Mi feci crescere le unghie ed iniziai a portare smalti chiari. Era la fine degli Anni Novanta – i terribili e un po’ cafoni anni Novanta, ed allora le unghie potevano essere colorate solamente se lunghe. Di quel periodo, tuttavia, io ricordo principalmente la frustrazione.

Per prima cosa, le unghie si spezzavano in continuazione. E questo è un paradosso, perché a quindici anni facevo certamente meno cose di adesso. Seconda cosa, peggiore di tutte: lo smalto non durava niente. Io lo mettevo, stavo mezzo pomeriggio senza far nulla e zac! Al primo sfioramento con qualsiasi oggetto, anche fosse delicato come una piuma, l’infame si scheggiava orrendamente o rimanevano pietose impronte. Eccola, dunque, la frustrazione. Che poi, già al tempo ero brava ed assennata. Mettevo sempre uno strato di smalto trasparente – non base, smalto trasparente e basta, sull’unghia per non farla macchiare.

Ma torniamo al periodo della preparazione della mia tesi di laurea, a diversi anni da quel giorno. Complici un paio di innovazioni tecniche, internet con le sue meraviglie e maggiori risorse finanziarie, scoprii il top coat, le basi specifiche per le unghie e brand di smalti come si deve.

Da quel momento, la manicure non è più stata un momento di profondo scoramento, bensì dieci minuti/un quarto d’ora di relax, da fare anche cinque minuti prima di andare a dormire (ed in effetti, l’ora in cui mi accingo a farla oscilla tra le 23,30 e le 23,50 circa). Negli anni ho sperimentato quasi tutti i brand che si occupano di smalti, e sono giunta alla pace dei sensi con due prodotti, base e top coat che, se mai le rispettive Case smetteranno di produrre, mi vedranno sofferente e in lacrime per moltissimo tempo.

Quello che io cerco e pretendo dagli smalti che utilizzo è che siano performanti. Lo smalto deve essere lucido, non sbeccarsi, resistere. Devo sapere che, per almeno tre giorni, starò a posto, potrò andare in giro, stringere mani, incontrare persone, e lui dovrà essere lì, perfetto come appena messo. Non mi piace il gel, principalmente per il fatto che mi stufo presto dei colori e che amo cambiare colore almeno due volte a settimana.

Per fare una buona manicure occorrono cinque cose.

  1. Una buona lima, per dare forma all’unghia e togliere eventuali avvallamenti e sfaldature. Io uso quelle vecchia scuola, in metallo, coadiuvata da una in cartone a sei facce. Se l’unghia non è ben limata e lucidata, va da sé che a prescindere dal prodotto usato lo smalto si sbeccherà.
  2. Un bastoncino per le cuticole (sono fortunata: le mie sono morbide, mi basta un bastoncino di ciliegio e quindici secondi).
  3. La base. Assieme al top coat, è il prodotto più importante. Il suo compito, fondamentale, è quello di proteggere l’unghia dallo smalto che andrete a stendere, evitando che vi siano macchie, ma anche quello di rendere l’unghia resistente ed impedire che si spezzi. Si possono avere unghie sane e bianche anche se si indossano smalti scuri, si può decidere, un giorno, di non mettersi lo smalto perché sotto l’unghia è comunque bianca e non gialla. Si può se si usa il prodotto giusto. Io ho provato basi di tutti i brand, e devo dire che la migliore, per me, è quella di Essie, in particolare la Grow Stronger che vi mostro in foto. Ho perso il conto di quante volte l’abbia ricomprata, ma sono almeno tre anni che la uso costantemente. Non costa molto e si trova ormai quasi dappertutto.
  4. Lo smalto. Non sono tutti uguali. Neanche per niente. Alcuni macchiano nonostante la base, altri si stendono male, altri ancora si seccano dopo tre mesi, altri si sbeccano nonostante il top coat. È la sinergia tra i tre prodotti che crea una manicure di cui vi possiate fidare. Non basta che uno solo sia di qualità, devono esserlo tutti e tre. Le mie marche preferite di smalti sono Chanel, Dior, O.P.I., sia per un discorso meramente di tonalità, sia per resistenza. Dei tre, Dior ha il pennello che mi piace di più. Chanel è quello la cui formulazione – che, peraltro, negli ultimi due anni è nettamente migliorata, resiste di più. Io applico sempre due passate.
  5. Il top coat. Il miglior top coat in assoluto è quello di Dior della linea Abricot. Famosissimo a ragione, si asciuga in meno di cinque minuti, facendovi dimenticare per sempre l’effetto stampa delle lenzuola in cui spesso si incorre quando ci si appresta ad andare a dormire subito dopo aver fatto la manicure. È un prodotto prodigioso davvero, che non cambierei per nessun altro al mondo. È grazie al top coat che la mia manicure dura dieci minuti, quindici al massimo. La meraviglia del mai abbastanza lodato Abricot non è solo la rapidità nell’asciugatura. È che dopo che ve lo siete messe e sono passati cinque minuti, potete fare qualsiasi cosa. Un miracolo. top coat abricot

E così, con un buon libro in mano o davanti ad un film – o, come ora, di fronte alla tastiera di un pc, in dieci minuti le mie mani sono belle pittate, e fino a mercoledì, quando sulle punte comincerà a notarsi il bianco dell’unghia, potrò stare tranquilla.

provocation chanel

ed ecco qua, la manicure completa

Claudia

 

2 Commenti

  1. justnotmakeupreviews 24 gennaio 2016
    • Cicale Chic 24 gennaio 2016

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