Storie di shopping (online): le scarpe della Cicala

Alla ricerca della scarpetta perduta

C’era una volta, e c’è ancora, il trauma delle scarpe estive. Voi non lo potete sapere, ma la Cicala Claudia adora e detesta con tutta l’anima le scarpe estive. Del resto, anche Catullo cantava Odi et Amo.

Ma andiamo con ordine. Le scarpe estive alla Cicala Claudia creano difficoltà principalmente per due motivi. Il primo perché è stato proprio in occasione della bella stagione che ha preso le più epiche cantonate in fatto di calzature. Zeppe dolorose quanto una tortura cinese, ballerine che hanno permesso al suo podologo di farsi la villa in Sardegna, sandali in cui il piedino sfuggiva via creando uno degli effetti più antiestetici della storia del fashion dall’Australopiteco ad oggi. Insomma, sofferenza, dolore e la consapevolezza che l’autonomia, su un paio di scarpe estive, era limitata nel tempo ad una mezz’ora massimo.

cenerentola

Ecco qui la prima scarpa che la Cicala Claudia ha amato. Come tutte le scarpe belle, è scomoda

Ad aggravare una situazione di partenza già funesta, c’è la forma del piede della sfortunata Cicala. Sottile, magro, piuttosto affusolato, che tradotto significa che ogni sandalo, tipo quello in foto, è decisamente tabù, perché il piedino di Claudia scivolerà invariabilmente in avanti.

sandalo loriblu

Un sandalo meraviglioso ma che io, ahimè, proprio non posso portare.

Dopo anni di tentativi, scarpine belle ma impossibili da utilizzare, cerotti e vesciche varie, la vostra Cicala tuttavia ha trovato un compromesso che si confaccia sia al suo stile che al suo piedino. Le slingback, rigorosamente a punta, con un tacco che oscilli tra i 5 e i 7 cm.

Il problema è che questa tipologia di scarpa, vista e stravista sulle riviste di moda negli ultimi nove mesi, nei negozi non c’è. Non esiste e, se esiste, è in versione splendidamente alta. Ora, la Cicala Claudia le scarpe alte le porta. Ma se vuole andare in giro a fare una lunga passeggiata o semplicemente ha mille commissioni da fare, non può sfoggiare dieci centimetri di tacco.

le scarpe fighe della Cicala

Per la sera, la Cicala Claudia usa QUESTE, ma dodici ore qui sopra equivalgono a voler buttare via le gambe, dopo. Per il giorno, dunque, cerco queste più basse, banalmente 🙂

Dopo un lacrimoso post su Facebook, in cui amiche varie hanno espresso la loro vicinanza emotiva ed il cordoglio, Claudia ha raccolto un insieme di suggerimenti che vanno da “sono a Milano, se vuoi te le cerco io, me le tirano appresso,” a “comprale online, io ho risolto così.” E così, allo scoccare dei saldi, mi sono decisa levare le ragnatele dal mio account Zalando.

Shopping online o non shopping online, questo è il problema

zalando pacco

Come risolvere un problema. Andando alla fonte!

L’esame di buona parte dei miei negozi di scarpe preferiti, ovviamente, c’era stato da diverso tempo. Da aprile, più o meno, quando la consapevolezza che la bella stagione era vicina la dettava, più che altro, la memoria del caldo. Ma la mia ricerca, come ho spiegato qualche riga più sopra, era stata assolutamente infruttuosa. Inoltre, dopo un weekend fuori città in cui le mie fedeli slingback nere di Guess, tacco 6, sono rimaste gravemente infortunate tanto da necessitare di un massiccio intervento del Calzolaio Di Fiducia, trovare una soluzione in tempi brevi si era fatto impellente. E quindi? Come fare a trovare un paio di scarpe che i tuoi negozi di fiducia non vendono – che la peste li colga, tutti quanti, in poco tempo, in saldo, che ti piacciono e che non implichino tre giorni di ferie buttati? Lo shopping online di scarpe.

L’incontro del terzo tipo con Zalando

Comprare un paio di scarpe online, si capisce, è sempre un rischio. Non è come prendervi un bracciale o un libro o un accessorio. È peggio persino che comprare un vestito, perché le scarpe, se toppate, vi fanno pentire d’essere nati, vi fanno tirare giù il calendario dalle maledizioni. Sono inutilizzabili. E il reso, per me, è sempre una sconfitta personale, uno sbattone infinito. Che ci volete fare, è l’emotività dell’acquisto; lo so che i maggiori e-commerce di scarpe online hanno dei resi semplici ed efficienti. Ad ogni modo, le scarpe online, va detto, le avevo già comprate, ma non ero mai uscita dalla mia comfort zone. Nel primo caso, difatti, avevo preso un meraviglioso paio di sandali che mi servivano per un matrimonio e che nel negozio non avevo trovato nel colore che mi serviva, il grigio. Quindi l’acquisto era certo, sicuro. La scarpa l’avevo già abbondantemente provata al negozio in colore nero, sapevo che mi calzava bene, e tutto è andato alla perfezione.

Nel secondo caso, la scarpa in negozio non l’avevo mai vista, ma era di un brand che conoscevo molto bene, che compravo e che conoscevo. Anche in questo caso, tutto è andato a meraviglia.

Ma stavolta le cose sono andate diversamente, signori Lettori. In una calda serata di inizio luglio, la vostra Cicala s’è piazzata davanti al pc, decisa a cercare un paio di scarpette come diceva lei. Determinata che nemmeno Rambo con la fascetta in testa, è andata sull’e-commerce a lei più noto. Zalando.

rambo

Eccolo! Rambo! Ma che ne sa, della determinazione di una Cicala che vuole fare shopping, che ne sa!

Siccome i saldi sono una cosa seria, anzi serissima, e l’acquisto di scarpe pure, la Cicala non s’è persa in ricerche vaghe. La tecnica dello squalo, ben spiegata qui sul blog, durava ormai da aprile, ve l’ho detto. Ora era finalmente giunto il momento di azzannare la preda.

Zalando offre diverse queryoddio come sono professional avete visto?! eh? Eh? Ditemi che sono brava! – per aiutarvi nella ricerca di un paio di scarpe come dite voi nel mare magnum della loro offerta. Potete scegliere il brand, la taglia, la fascia di prezzo, la composizione (tessuto, pelle, ecopelle, pizzo, raso, eccetera), la punta della scarpa, l’altezza del tacco. Così ho fatto io. Inutile cercare scarpe che nella misura non c’erano, o modelli con la punta squadrata che mi disgustano e che, quando torneranno di moda, mi faranno lanciare strali di maledizioni che levateve.

Dunque, passiamo alla ricerca. Seleziono la taglia, l’altezza del tacco, la punta, il materiale – rigorosamente in pelle. Non voglio che il mio podologo si faccia pure le vacanze a Cortina, coi soldi miei. Seleziono il prezzo, perché col solito uhm, con la solita botta di fortuna mi innamoro di un paio di scarpe che stanno a trecentocinquanta euro scontate, e poi, quando il sito mi porta circa dieci pagine di scarpe, inizio a spulciare.

Escludo quelle che paiono proprio da vecchia, quelle col tacco troppo strano, quelle che sembrano comode ma se le compro resto single – e che, sotto sotto, non piacciono nemmeno a me, quelle di colori improbabili o rosse perché sono sicura di trovarle al 60% tra un mese e perché, diciamocelo, temo la battuta da cafone della periferia romana di fronte ad una simile espressione di colore, reminiscenza di un’adolescenza tormentata. “E mo’ batti i tacchi e esprimi ‘n desiderio?

Bella però, la citazione da Il mago di Oz. Voi lo sapete, amo e adoro le citazioni.

mago di oz

Ed eccole, le scarpe rosse più famose di sempre!

E finalmente trovo le Slingback color platino Paco Gil

Quando giungo a selezionare quattro-cinque modelli – ma dalla regia mi suggeriscono che si tratti di almeno sei, scatta la condivisione. Sto pur sempre facendo un acquisto online di scarpe, e queste scarpe mi servono, d’accordo, ma le sto prendendo online: non le ho tra le mani, non le ho indossate, non mi ci sono specchiata. Necessito, insomma, del conforto di anime a me affini. Ed ecco che, grazie ai social, i link delle suddette veleggiano nell’etere, nel web o in qualunque cosa sia. Tra le sei paia indicate, ce n’è una che piace particolarmente alla Cicala e alle sue amiche. Dentro di me, lo so che quello che hanno indicato loro è anche il mio preferito, perché, anzitutto, delle sei indicate è l’unica che corrisponde a tutti i canoni richiesti (kitten heel, punta a punta, modello slingback, completamente in pelle) ma è quella che, della selezione, ha lo sconto più micragnoso. Un triste venti per cento, motivo quasi certo di scarto in qualunque altro caso. Ma non quando trovate la scarpina che, pare, fa proprio al caso vostro.

scarpe platino

L’alternativa della Cicala Claudia alle ballerine. Un kitten heel

L’ordine e la “sindrome da refresh compulsivo”

Finalmente, nonostante i mille dubbi che mi attanagliano (e se non mi stanno bene? Oddio, sai che sbattone, fare il reso? E se mi fanno male? E se poi, dal vivo, sono brutte?) mi decido ad acquistare. Momento topico. Grande ansia. Cerco recensioni, che sul sito di Zalando di solito è pieno ma, purtroppo, nessuna ha recensito il paio che voglio io. Brutto segno? può darsi. Cerco recensioni sulla stessa marca, trovo commenti positivi. Meno male. Vado con l’ordine – sono circa le 11 di sera circa – e scelgo il pagamento in contrassegno. Come sarà andata?

Scegliendo la modalità di pagamento in contrassegno, ho fatto principalmente due cose: la prima, sperimentare per le lettrici più timide e meno avvezze ad usare carte varie che si può utilizzare in questi casi il contrassegno, il secondo com’è ordinare da Zalando senza spedizione express. La terza, di cui mi rendo conto principalmente ora, è che io in verità dovrei sempre utilizzare le spedizioni ultra rapide perché le altre tipologie non le tollero.

Mi spiego. Ho passato tre giorni a refreshare continuamente la pagina del mio ordine, in modalità quasi compulsiva. Ad ogni modo, nonostante le mie ansie e manie, l’ordine è stato evaso rapidissimamente. Ho ordinato alle undici di sera del 5 luglio scorso, nel tardo pomeriggio del 6 l’ordine è stato spedito, l’8 a mattina, verso le undici, in ufficio è arrivato il pacco.

Il primo incontro con le nuove scarpine

Dunque, nulla da dire sul servizio di Zalando, rapidissimo e preciso. E sulle scarpe? Apro il pacco. Osservo la scatola celestina. Tolgo il coperto, ed eccole, finalmente, le mie scarpine!

Le molte foto presenti sul sito mi avevano dato un’idea abbastanza esaustiva delle scarpe, e le stesse  erano state descritte molto bene. Le ho ricevute sistemate alla perfezione, ho apprezzato molto la stecca (che avrà senz’altro un nome tecnico che io, ahimè, non conosco), che le tiene in forma e la sacchetta, altro elemento imprescindibile. Poi, dopo averle rimirate e fotografate a dovere, nonostante non avessi uno specchio, le ho indossate.

scarpe paco gil

Seppellitemi con un paio di decoltè.

Queste slingback firmate Paco Gil, dal vivo, sono inoltre ancora più carine che in foto. Anzitutto il color platino è delicato e visibile senza essere eccessivo o stonato. I dettagli e la pelle sono di buona qualità, così come le rifiniture e le cuciture. Odora di pelle, materiale di cui è fatta persino la suola. La punta, croce e delizia della Cicala, è a punta senza essere eccessiva, riprendendo le classiche decolté pump che tanto ella adora. Sono proprio carucce, insomma, queste scarpe ispaniche – come Pura Lopez, del resto, altro brand di scarpe che amo molto.

Scarpe nuove: il primo week-end

Che articolo lungo sta venendo! Perdona lettore, come al solito, la verbosità della Cicala Claudia. E velocizziamo la cosa. Dunque, in ufficio la Cicala prova e valuta pur non avendo uno specchio e, meraviglia delle meraviglie, non crede ai suoi occhi. Si sente, anzi, come la coppia di fratellini Hansel e Gretel di fronte alla casetta di marzapane.

casetta marzapane

Possibile mai che la Cicala abbia tutta questa fortuna?

Possibile mai che calzino bene? Che non facciano male, che siano carine? Cosa mi attende, di spiacevole, nel futuro prossimo, per ristabilire il karma? (Sette giorni su sette di lavoro! – sussurra la vocina della Fata Madrina all’orecchio, ma questo la vostra Cicala ancora non lo sa).

cenerentola

“Lavorerai sette giorni su sette!” profetizza lei alla Cicala

Nonostante il weekend che Stakanov mi spiaccia casa, ho avuto modo di camminare a lungo con queste deliziose slingback Paco Gil, e hanno superato finanche la prova della passeggiata pomeridiana per negozi. Che altro dire?

Le scarpette, insomma, si sono rivelate un acquisto meravigliosamente azzeccato. Tipo che le guardo e le riguardo sospirando soddisfatta, tipo che, nonostante il tacco basso, il moroso le ha approvate – incredibile ma vero, tipo che sono carine con decine e decine di outfit. Tipo che ne voglio altre. Di tutti i colori.

Così dunque si conclude codesta avventura.

Vostra

Claudia

N.d.A.

Zalando non paga le Cicale per fargli la review. Non ne ha bisogno, ahinoi!

2 Commenti

  1. Emiliana 13 luglio 2016
  2. Cicale Chic 13 luglio 2016

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